La prima domanda è “chi sono io?”

Bam. L’immagine si frantuma come una mascella colpita da un uppercut. È un io a pezzi, frammenti che si giustappongono, si sovrappongono, risposte che si accavallano, spesso si contraddicono. La prima domanda è “chi sono io”?

Tyson la macchina, Tyson l’uomo, Tyson l’orco, Tyson il gentile, Tyson l’idiota, Tyson lo studioso, Tyson il puttaniere, Tyson il casto, Tyson il cristiano, Tyson il musulmano.

Non se ne viene a capo, perché la sua natura è un enigma. È ognuna di queste cose e il suo contrario, è tutte queste cose insieme e nessuna di esse. Toback riassume la vita di un boxer straordinario. C’è solo lui in scena, come nel titolo. L’ultima leggenda dei Massimi, il fenomeno mediatico entrato nella cultura popolare come bestia indomabile dentro e fuori dal ring. Tutti sanno chi è Mike Tyson, ma in pochi ne conoscono la vicenda umana. Read More

Roba di un quarto d’ora, forse anche meno. Facile che non tornino certe cose, che altre siano irrealizzabili, altre ancora terribili. Ma, insomma, erano quindici minuti da buttare e io in idle non so proprio starci.

Tipologia: metroidvania liscio (2D-obviously): fasi platform, fasi action, qualche enigma peso da risolvere in fretta; no-elementi-gdr.

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Questa non è una recensione di Skyrim. È più un “il gdr che vorrei, anche se certe cose di Skyrim mi vanno bene così”.

Il mio Dragonborn si chiama Nappina, è un magio, un nobile, un esoterista, un negromante, un alchimista. La sua dimora è una cripta dove accatasta libri antichissimi, scritti negli idiomi arcaici degli albori di Nirn. Arguzia e sapienza sono le sue armi. Non dorme mai, è mezzo cieco ed è orribile. Che c’è, non vi va bene? Dove sta scritto che l’eroe del Nord debba essere un giovane nerboruto con l’elmo cornuto e lo spadone scintillante? Gli sceneggiatori mi impongono di fare il salvatore del mondo? E io ti faccio il salvatore del mondo, ma per caso. Perché delle vicende degli uomini/orchi/elfi e tutte le altre creature senzienti e non, gli importa poco. Per lui, la sua missione viene prima di qualsiasi cosa: la ricerca della conoscenza infinita. E se per comprendere la lingua degli afidi che divorano il roseto di Mournhold deve far fuori il fetente più fetente di Tamriel, lui lo fa. Figo, no? Eppure basta poco a far svanire l’incantesimo. Read More

  1. Kaputt – Destroyer
  2. Somebody I used to know – Gotye
  3. Hawaiian Air – Friendly Fires
  4. BuNCH – Gable
  5. Waiting for my chance to come – Noah and the Whale
  6. You Could Keep Me Talking – The Leisure Society
  7. Sun’s Eyes – Rubik
  8. Return to the Violence of the Ocean Floor – Moonface

Quello che ci porta da Arkham Asylum ad Arkham City è assimilabile a una rottura di palle. Pensate a una palla di vetro con la neve: un sistema chiuso, isolato, perfetto. Rompete questa palla e ciò che c’era all’interno ora fa parte di un sistema più complesso. I Rocksteady rompono il vetro e rieccoci nella bat-suit, sei mesi dopo i disordini di Arkham. Read More

È un gran gioco, solo che si vende male. Oddio, in realtà dovrebbe aver venduto anche bene, ma quello che intendo è un’altra cosa. Diciamo che non è proprio un gioiellino a vedersi, né il prodotto di una raffinata ricerca estetica. Se poi ci si aspetta una sceneggiatura memorabile, con caratterizzazioni da film d’autore, colpi di scena spiazzanti, allora campa cavallo. I punti forti di Deus Ex Human Revolution sono due: atmosfera e gameplay. Nulla di nuovo, non illudetevi, ma chi se la sente di fare gli schizzinosi di questi tempi? È come se degli artigiani avessero strappato pezzi dal meglio del cyberpunk per creare un’opera tutta loro, senza il senso della misura. Un frullatone che come gli sia uscito bene non lo sanno nemmeno loro. Read More
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