Mercan Dede || Arkin Ilicali

Mercan Dede (aka dj Arkin Allen, aka Arkin Ilicali) crede che quando si mescolano suoni digitali ad altri creati da strumenti suonati dall’uomo, si crea un linguaggio universale, capace di unire vecchio e nuovo, antico e moderno, est ed ovest.
Può sembrare un’affermazione forte, ma il musicista/produttore/DJ, nato in Turchia e formatosi a Montreal, ha la sua musica per sostenere la sua tesi.

Questo contrasto tra musica elettronica e classica o folk, assieme alla filosofia sufi alla quale si ispira Arkin, è il carattere distintivo di questo artista unico nel suo genere.
“Questi concetti non sono realmente separati” dice Dede. “L’essenza del Sufismo è il contrappunto. Tutto convive con il suo opposto. In un’unica traccia io riesco a creare musica elettronica, ma riesco anche a fonderla con la musica acustica tradizionale”.

Arkin era un bambino povero nato in un villaggio della Turchia innamorato sin da quando aveva sei anni del suadente suono del flauto ney. Quando si stabilì ad Istanbul per studiare giornalismo, Arkin non poteva permettersi uno strumento così se ne costruì uno ricavandolo da un tubo di plastica di un sistema idraulico. Successivamente Dede riuscì a trovare un insegnante flautista senza immaginare tuttavia il suo futuro di musicista professionista. Completati gli studi, Arkin si trasferì in Canada e fu lì che ampliò i propri interessi alla fotografia e all’intrattenimento multimediale, incentivato dall’invito della Saskadoon Public Library ad esibirsi.

A Saskatoon, le giornate di Dede si dividevano tra studio e lavoro in un bar. Una sera il deejay del locale si assentò, quella fu l’occasione di Arkin per esprimere il suo talento. La techno serviva per radunarli, il suo flauto li faceva trascendere. Di questo potere venne infuso il suo primo disco, pubblicato con il nome di Mercan Dede nel 1987, ossia quel “Sufi Dreams” a cui ho più volte fatto riferimento in questo spazio. L’obiettivo di questo album è di far piombare l’ascoltatore in quello stato tra veglia e sonno e di far emergere delle emozioni nuove o sepolte nel subconscio e mai scoperte prima.
Sei tracce per un disco memorabile, in qualche modo dissimile dal resto della sua discografia, un album “maturo”, tanto da non lasciar intendere di essere l’esordio del poliedrico musicista turco, con l’unico difetto (forse) di essere un pelo troppo lungo, cosa che può stancare l’”ascoltatore vergine”. D’altronde è il raggiungimento di uno stato di Trance, l’obiettivo di Arkin, che in alcuni può presentarsi sotto forma di sonno (ironic mode), intento mostrato anche nella copertina, misteriosa ed “esoterica” e dal titolo, i sogni del Sufi, i mistici dell’islam, la filosofia a lui tanto cara.

Nel 1997 Dede fondò il suo primo gruppo, i “Secret Tribe” con il quale ha pubblicato “Jurney of a Dervish” (1999), “Seyahatname” (2001), e “Nar” (2002) e con i quali hanno collaborato anche nomi famosi come Natasha Atlas, Mich Gerber, Omar Sosa, Maharaja.
Nel 2004, Dede fu invitato a suonare GlobalFest in New York insieme ad altri sedici gruppi a rappresentare i cinque continenti.
Dal ministro della cultura in turchia è stato assegnato al Guldestan Project, che consiste nel far conoscere la cultura e l’arte turca in tutto il mondo.
Mercan Dede è fiero di portare la sua musica in giro per il mondo perché sente che lo spirito delle sue canzoni contenga un messaggio di comprensione e riconciliazione. “Non mi piace la separazione” afferma Dede. “Il poeta Rumi disse una frase molto giusta: ‘Se sei ovunque, non sei da nessuna parte. Se sei da qualche parte, sei ovunque’. Il mio ‘da qualche parte’ è il mio cuore. E’ questo che cerco di far capire. Il resto – le montature, le mode – non sono importanti. Invece di parlare della guerra in Iraq, se riesci a far suonare un piccolo strumento di un villaggio iracheno, puoi raccontare parecchio alle persone di cosa sta avvenendo in quel luogo. Per me, il futuro è l’elettronica e la musica folk”.

Le note biografiche sono state liberamente tradotte dal suo sito, visitabile a questo indirizzo.

Flavio Del Prete

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...