Mezzogiorno Mon Amour


La compagnia Arakne Mediterranea, fondata nel 1993 e con sede a Martignano, è un gruppo folk del Salento dedito a far conoscere a tutto il mondo l’eredità artistica e tradizionale della Grecìa Salentina, un’isola linguistica della puglia in cui si parla il Griko, una lingua ereditata dai tempi della Magna Grecia. Il nome prende spunto dalla leggenda di Aracne di Colofone (Lidia, Asia minore), figlia di Idomeneo il tintore, abilissima tessitrice che sfidò la dea Atena a un duello di bravura nell’arte della tessitura. Atena, sconvolta dalla perfezione dell’opera e oltraggiata dall’ironia usata da Aracne nel raffigurare la comicità degli stratagemmi di seduzione degli dèi, distrusse la tela e colpì la giovane con la sua spola. Aracne disperata si impiccò, ma Atena la trasformò in un ragno (simbolo della pizzica salentina), costringendola a tessere la sua tela dalla bocca per aver insultato gli dèi.
Il gruppo, fondato da Giorgio Di Lecce e diretto da Imma Giannuzzi, mette in scena in ogni manifestazione della loro arte, sia essa un disco o un concerto, tutto il suo viaggio sonoro tra le tarante e le pizziche salentine.

La loro discografia conta ad oggi 7 LP:

  • 1998 Attarantati ieri – Edizione Al Sur
  • 1998 Attarantati oggi – Edizione Al Sur
  • 2000 Tretarante – Edizione Arakne
  • 2001 Tretarante 2 – Edizione Arakne (distr. La Gazzetta del Mezzogiorno)
  • 2001 Danzimania – Edizione Arakne (distr. La Gazzetta del Mezzogiorno)
  • 2002 Apulia Penisola Danzante – Edizione Arakne (distr. La Gazzetta del Mezzogiorno)
  • 2006 Gramma – Edizione Arakne (distr. Word Music Magazine)

Le loro esibizioni dal vivo si tengono in tutto il mondo, da annoverare sono: quella al Festival dei Caraibi; quella di Santiago (Cuba) nel ’93; quella al Festival di Babilonia, a Baghdad nel ’94; quella a Pechino nel ’97; quella di Rodi nel ’98 in occasione dell’incontro dei ministri della cultura europei; quella del 2000 ad Atene; oltre a quelle casalinghe e in tutto lo stivale.

Ma ora parliamo di Danzimania, un disco che mi ha stregato. Scoperto per puro caso quest’anno, ho nutrito il mio appetito per la musica popolare italiana con questo stupendo album che, come uno scavo archeologico compiuto sui suoni anziché su antichi manufatti o in ville romane, riporta alla luce tarante e pizziche del ‘600,’700 e ‘800.
Un inizio folgorante come pochi con la Tarantella di Foriano Pico (1608): con una chitarra mediterranea circondata da due nacchere e seguita da un mandolino. Il flauto completa questo quadro di fusione d’arte orientale e occidentale che è alla base di tutta la cultura del mezzogiorno. Di questa tarantella, il direttore Giorgio Di Lecce dice

“In particolare la tarantella di Foriano Pico, che precede di circa quarant’anni quelle pubblicate dal gesuita tedesco Kircher, rimane, al momento, uno dei documenti più rari e interessanti a noi pervenuti, non solo per la sotria della musica, ma anche per quella della danza. Purtroppo non abbiamo notizie certe sull’autore, ma sappiamo che si esibiva nelle città di Firenze e Napoli e che era attivo alla fine del ‘500, proprio in coincidenza con le danze dei tarantati di Venosa (Bruno), quelle riferite dal Galateo, dal Marciano e da Epifanio Ferdinando nelle Puglie. Il nome tarantella, riferito alla musica, è apparso per la prima volta proprio nella intavolutura trascritta da Foriano Pico nel 1608. Questo ci porta a credere che in quel tempo esistessero diverse tarantelle, o arie musicali (o clausole armoniche), che costituivano una grande famiglia musicale di tarantelle, utilizzate e diffuse dai musicisti girovaghi, retribuiti, sia per risanare i tarantati, sia per allietare le feste o per animare gli spettacoli popolari.”

Altro brano dalla bellezza struggente è “Ottava Siciliana (1641)”, una poesia d’amore che comincia con un riecheggiare di Maranzanu, pizzichi su corde e un violino che fa il verso al bellissimo canto di Imma Giannuzzi. I solchi si succedono in ordine cronologico fino al 1800, dove “Ci è Taranta” mi porta alla mente ricordi di vite passate sotto dominazioni borboniche e brigantaggi. Si conclude con la divertentissima “Taranta Rintesa (1993)” e ci si alza, non per applaudire, ma per ballare… si, perché la Taranta è un rito contagioso, basta sentire le nacchere, i violini, la fisarmonica e il ritmo ossessivo delle percussioni che ci si deve muovere come dei tarantolati.
Danzimania è un album da avere, consumare, rispolverare in occasione delle feste, o in periodi di saudagi terrona, quando questo (stupido?) attaccamento ci fa notare quanto sia fitta la nebbia al nord e di quanto sia nascosto il sole sotto strati di bianca e fluttuante umidità.

Gli Arakne Mediterranea sono:

  • Giorgio Di Lecce: voce, organetto, tamburello
  • Imma Giannuzzi: voce, danza
  • Grazia Paiano: voce, nacchere
  • Francesca Della Monaca: voce
  • Maria Negro: danza, clave
  • Gianluca Milanese: flauto, ottavino, ciaramella
  • Francesco Del Prete: violino, cabasa
  • Pierangelo Colucci: percussioni
  • Roberto Chiga: tamburello
  • Giovanni Colucci: chitarra battente, mandolino
  • Francesco Frascella: tamburello
  • Elio Giordano: chitarra basso

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