Dischi dell’anno 2007, parte seconda.

Continua da http://jacknapier.blogspot.com/2007/12/radiojacknapier18-e-dischi-dellanno.html

La playlist di oggi comincia dalla posizione 6, dal brano She Dances dell’album “The Western Lands” dei Gravenhurst. Non conosco granché di questo gruppo, ma quest’ultima loro uscita si è conquistata l’ingresso nella top ten per l’ottima impressione che mi ha fatto. Interessantissima mescola di Folk, elettronica e shoegaze, TWL è un’opera delicata e raffinata, dai caratteri autunnali, freddi ma non gelidi… da gustare, come un buon vino invecchiato, in occasioni speciali.
In playlist: She Dances.
Beirut è il nome d’arte dell’autore statunitense Zach Cordon che, appena ventenne, gira per il mondo facendo propri (o almeno provandoci) i costumi e i suoni delle regioni visitate, ottenendo così le fondamenta sulle quali costruire l’album. Dopo un viaggio nei balcani, Beirut sforna questo “The Flying Club Cup“, di sicuro superiore al precedente e mediocre “Gulag Orkestar”, con l’ammirevole volontà di restaurare la tradizione delle fanfare balcaniche, proponendo un lavoro molto piacevole all’ascolto, anche se sterile di innovazioni o “colpi di scena”. Un buon album pop dunque.
In playlist: Nantes.
Souvenirs d’un Autre Monde” contiene quei suoni della domenica, in paesini naufragati in mari di terra coltivata, dove oltre alle quattro o cinque case c’è una chiesa, anch’essa immersa in mezzo al verde, fatta di pietra grigia, nel cui giardino crescono in modo casuale diversi tipi di fiori selvatici tra i fili d’erba. Quando si respira l’aria fredda dell’inverno, ma è comunque una bella giornata, il sole è alto nel cielo e la scuola è chiusa. Nell’aria sembra di sentire una musica gioiosa, un motivetto che odora di margherite bagnate dalla pioggerellina mattutina.
Souvenirs è questo, è pregnato di queste emozioni così pure, pure come la domenica mattina di un paese di campagna ancora mezzo addormentato. Il genere, sempre che possa interessare, è shoegaze e il disco è un piccolo capolavoro. In playlist: Souvenirs d’un Autre Monde.
Al decimo posto il disco degli Stars of The Lid. Le stelle del firmamento, con il loro perfezionamento del declino, ci deliziano con un album che è estasi, un flusso di suoni, liquido e magnifico. Ricorda molto da vicino la musica nata dall’unione della chitarra di Fripp e le idee di Brian Eno, tipo Evening Star. Un album ambient ben fatto, lento, come è giusto che sia, scie colorate in un cielo nero, senza stelle. In playlist: Apreludes in C.

Il resto della classifica è composta da album che si sono guadagnati la mia stima, ma che obiettivamente non avrebbero potuto concorrere con i primi 10. Prendiamo “Il Vuoto” di Battiato ad esempio, un discreto album, con una title track egregia, ma con il resto che non è all’altezza della fama del Catanese. Prendiamo “Neon Bible”, album bellino, per carità, ma sembra tutto già sentito e più smussato rispetto al bel “Funeral”, ben arrangiato, belle canzoni, ma non graffia, manca qualcosa, non c’è stata evoluzione dal precedente disco… c’è stato sicuramente di meglio quest’anno.
All’ultimo posto “Raven and the White Night”, se è in classifica comunque vuol dire che qualcosa di buono che lo fa uscire dall’anonimato c’è. Si tratta infatti della traccia numero 1, la bellissima “The Maddening of Raven” uscita direttamente dallo scantinato di Angelo Badalamenti. Uno degli ascolti più belli del 2007, ma rimane l’unico episodio da annoverare di questo disco (forse assieme a “Love Is… (The Only Weapon With Which I Got To Fight)”).

Ok, con questo post ho chiuso i miei conti con il 2007, ho reso noto la mia classifica e spero che qualcuno rimanga soddisfatto delle segnalazioni. Vi auguro un buon 2008.

Flavio Del Prete

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