Aachi & Ssipak


Avete mai immaginato un futuro in cui la vostra merda potrebbe avere un valore? Pensate ad un mondo in cui dai vostri escrementi dipenderebbe la sopravvivenza del pianeta in cui vivete.
Ma com’è possibile, direte voi? E’ semplice: un chip impiantato nel vostro ano monitorerebbe la quantità di feci espulse e invierebbe i dati rilevati a una stazione centrale che vi ricompenserebbe con una juicy bar, un ghiaccioletto azzurro che creerebbe dipendenza e vi costringerebbe ad evacuare sempre di più, per soddisfare la vostra voglia di ghiacciolo.

Questa è bene o male la premessa di Aachi e Ssipak, di Jo-Beom Jin (Sud Corea 2006). La Terra ha esaurito le sue fonti di energia e l’unica cosa che può produrne è, appunto, la merda. I cittadini, abitanti di enormi città circondate da deserti desolati, vengono spinti a defecare quanto più possibile essendo diventati dipendenti alle Juicy Bar. Viene persino eletto un “Re della Defecazione” mensile, ricompensato con una scorta extra di ghiacciolini e donne congilietto con cui spassarsela. Tuttavia questo meccanismo ha creato un traffico clandestino di Juicy Bar che coinvolge vari ranghi della malavita metropolitana, dai Boss ai mutanti, trasformatisi in una specie di puffi per la consumazione di ghiaccioletti azzurri, comandati da un capo spietato e cinico; passando per i barboni disadattati, come i protagonisti dell’anime: Aachi e Ssipak.
Questi due perdigiorno si procurano i ghiaccioli assaltando i cessi pubblici per poi rivenderli. I loro traffici, tuttavia, infastidiscono il boss locale, che vuole una percentuale sulla merce venduta nel suo territorio.

È in quel momento che i due conoscono Jimmy, un pervertito che si spaccia per regista di film porno (d’autore). Dopo aver torturato Jimmy lo fanno sballare con una dose eccessiva di Juicy Bar. Da qui, comincerà una serie a catena di guai che coinvolgerà i due disadattati tra inseguimenti, scene di comicità demenziale, citazioni cinematografiche, Dio, robot-zombie, mutanti assetati di sangue, truffe, ani inanellati magici, ani incredibilmente elastici, ani chiacchierati. Questo ed altro è Aachi & Ssipak. Ma soprattutto ani.
Un piccolo ostacolo: il lungometraggio non è stato doppiato nella nostra lingua. Per poter godere della sua visione dovrete “procurarvelo da fonti alternative” con sottotitoli in italiano. Fatelo, ne vale la pena.

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