Una salvezza mancata

Fine della terza stagione in Italia

Un’altra stagione di lost è finita, la terza per l’esattezza e la tristezza è la stessa di quando si lascia un parente che per anni si sa che non lo si vedrà. Lost è un evento, un appuntamento che riunisce le famiglie sul divano, si sta in 3 davanti alla tv in sala a bocca aperta col battito accelerato e la salivazione azzerata per vedere cosa avverrà dopo l’ennesimo flashback, cosa ne sarà dei nostri naufraghi, quale sarà la prossima mossa degli spietati “Altri”.
E’ finita, questa volta con un gusto amaro, pessimistico, che lascia tutti basiti. A partire dalla fine del giovane Charlie, destinato a morire, che affronta con coraggio la sua dipartita dando una mano fondamentale ai compagni naufraghi in una delle scene più poetiche che la storia della televisione, ma perché no, della filmografia tutta, abbia mai visto: “Not Penny’s Boat”. Tanto di cappello, quindi, agli sceneggiatori che avevano illuso i detrattori di un calo fisiologico del ritmo, sensazione lasciata trasparire dalla non brillante, ma pur sempre interessante, prima parte di questa stagionie (diciamo fino alla puntata “Non a Portland”).
Gli altri hanno scoperto le loro carte, abbiamo visto le loro storie, conosciamo il passato di Ben, come è finito sull’isola, il modo in cui ha assunto il ruolo di capo degli altri, conosciuti dall’originale progetto Dharma col nome di Indigeni (personaggi misteriosi che apparentemente non subiscono l’invecchiamento cellulare), abbiamo visto la fine di parecchi di loro nell’imboscata tesa da Sayid e soci e durante l’azione di salvataggio svolta da Hurley, Sawyer e Juliet fino all’apparente riuscita del piano di fuga dall’isola. E’ in questi frangenti che lost si dimostra qualcosa di più di un semplice sceneggiato, la psicologia dei personaggi, i loro problemi con le famiglie e il mondo che sta fuori da quello scoglio (se ci pensiamo bene, i naufraghi erano dispersi realmente nella vita, non sull’isola, dove invece si ritrovano, colgono l’occasione per ricominciare, il tossico si ripulisce, il paralitico diventa un cacciatore/guida/esperto di caccia/prescelto dall’isola ecc ), i temi introdotti come il destino, la natura, la sociologia… tutto questo è presente in Lost.
Risulta impossibile non immedesimarci in almeno uno dei dispersi, persino in Jack, il Jack del flashforward (intrigante innovazione registica nella serie, l’introduzione dei flash del futuro e non più del passato) che disperato rivela a Kate all’aeroporto di aver fallito, che il suo destino doveva essere quello di rimanere sull’isola:

JACK: I’ve been flying a lot.

KATE: What?

JACK: Yeah that golden pass that they gave us. I, I’ve been using it. Every Friday night I, I fly from LA to Tokyo or, Singapore, Sydney. [Laughs] And then I, I get off and I, have a drink, and then I fly home.

KATE: Why?

JACK: Because I want it to crash, Kate. I don’t care about anybody else on board. Every little bump we hit or turbulence, I mean I, I actually close my eyes and I pray that I can get back.

[Kate looks near tears as does Jack]

KATE: This is not gonna change.

JACK: No, I’m sick of lying. We made a mistake.

KATE: I have to go. He’s gonna be wondering where I am…

[Jack grabs her]

JACK: We were not supposed to leave.

KATE: Yes, we were.

[She releases herself]

KATE: Goodbye, Jack.

[She heads for her car]

JACK: We have to go back, Kate.

[She gets in her car and drives away]

JACK: We have to go back!!

[A plane takes off over Jack’s head]

Cosa chiedere di più ai GENI che lavorano nel serial (e dentro ci metto tutti: attori, sceneggiatori, registi, costumisti…)?
E’ dunque chiaro che i naufraghi ritorneranno sulla terraferma, ma sappiamo che almeno due di loro non avranno molta fortuna: Jack, come detto, farà una vitaccia, verrà ri-accettato a lavoro all’ospedale dal padre (ANCORA IN VITA!!!!), ma diventerà tossicodipendente, alcolista, maniaco suicida, nostalgico e barbone; mentre un altro protagonista naufrago morirà, non si sa come, non si sa nemmeno chi è, ma si sa che al suo funerale nessuno si è fatto vivo… triste.
Ora che la quarta stagione è iniziata oltre oceano, visto che le vie delle pera due pere sono infinite, chi ce la fa ad aspettare un anno per vedere cosa capiterà a Jack, Desmond, Sawyer, Claire, Kate, Hugo, Jin, Sun, Rose, Bernard, Locke e gli altri? Una cosa è certa: chi sperava nella risoluzione di tutti i misteri rimarrà deluso, la nuova stagione metterà tanta carne sul fuoco mantenendo (a quanto pare) lo stesso ritmo e “pessimismo” dell’ultimo appuntamento di lunedì scorso.
Un applauso, commozione, un’ovazione.

Flavio Del Prete

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