Il Cavaliere Oscuro

Quando seppi che Christopher Nolan si era dedicato alla missione di riabilitare il nome e la fama dell’eroe più oscuro e controverso della storia dei fumetti, fui contento. Conoscevo il regista londinese già per l’ottimo Memento e il godibile remake Insomnia.


Uscì nel 2005 Batman Begins, un film bello, un blockbuster, certo, ma con un taglio autoriale ben riconoscibile. In questo primo episodio sono stati narrati gli eventi che portarono il giovane Bruce Wayne a vestire i panni del vendicatore alato. Il film ottenne un discreto successo, alcune critiche furono mosse verso gli sceneggiatori (lo stesso Nolan in collaborazione con suo fratello e con David S. Goyer) per la quasi inesistente caratterizzazione dei nemici (anche se l’idea che stava alla base del piano di Ra’s al-Ghul non era proprio banale), concentrandosi solo sul protagonista principale del film. Tuttavia, una trovata brillante nel finale infiammò tutti nell’attesa di un seguito: il capitano Gordon mostra al suo nuovo compagno di avventure una carta, un biglietto da visita di un villain che tutti conoscono molto, molto bene: si tratta di un jolly.

Si fa chiamare Joker”

Si capisce quindi che Batman Begins altro non è che un’anticipazione, una lunga introduzione a quello che è il film definitivo sul più bel personaggio della storia dei fumetti.

Nei tre anni che ci sono voluti per la realizzazione di “The Dark Knight”, l’attesa è cresciuta di trailer in trailer, le notizie sul film hanno accresciuto l’hype attorno all’ennesima fatica di Nolan, come l’intervista in cui Caine afferma che il vero personaggio che lascerà il segno sarà il Joker interpretato da un incredibile Heath Ledger, verso il quale furono in molti a muovere critiche ingiustificate. Persino Jack Nicholson, come sempre fuori dagli schemi e spesso, come in questo caso, inopportuno, disse che non avrebbe mai retto il confronto con la sua prova. Fino ad arrivare alla tragica notizia della morte di Ledger. Alcune fonti hanno affermato che l’attore australiano si era calato talmente nella parte dell’arcinemico psicopatico di Batman, da rimanerne profondamente turbato, tanto da dover ricorrere a massicce dosi di tranquillanti (nutro seri dubbi su questa ipotesi, ma tant’è…). Questo tragico evento ha contribuito non poco a far aumentare l’hype attorno al secondo Batman firmato Cristopher Nolan, ma soprattutto per un Joker così diverso da come lo abbiamo sempre conosciuto.
Personalmente, ho sempre avuto una visione dell’uomo pipistrello lontana da quella dell’eroe valoroso, senza macchia e senza paura, così come non ho mai considerato i suoi nemici dei freak burloni, simpatiche canaglie che il nostro giustiziere batte come con una scazzottata e consegna alla polizia. Ho sempre pensato che il nemico per eccellenza di Batman debba essere un rivale che lo metta alle strette, soprattutto sotto il profilo psicologico, rendendolo fragile, mettendolo davanti a scelte difficili. Immaginate la mia gioia nel veder soddisfatte (quasi) tutte le aspettative che avevo su questa nuova avventura del mio eroe preferito.

It takes human shape:

Aspetta sul ciglio del marciapiede, con una maschera in una mano e l’attrezzatura nell’altra, l’auto che lo verrà a prendere. Tutti ci chiediamo se sia lui e lo presagiamo dall’indugiare della telecamera alle sue spalle. Una rapina in grande stile, un piano congegnato da una mente lucida e geniale, ogni dettaglio calcolato al millesimo, una fotografia pulita a rappresentarla facendola sembrare diretta da Michael Mann piuttosto che da Nolan e la rivelazione finale al tirapiedi della mafia: “io penso che quello che non ti uccide … ti rende più strano”. E’ il nuovo Joker che si presenta a tutti noi con un trucco sfatto, delle orribili cicatrici sulle guance a formare un ghigno e una voce malata come la sua mente (a proposito, Adriano Giannini è l’unica nota positiva in questo orripilante doppiaggio italiano).
La grandezza di questo personaggio sta proprio nell’aver saputo essere l’anti-Batman per eccellenza, perfetta ricostruzione di uno schizzato supercriminale, con i suoi tic e la sua furia anarchica, distanziandosi, tuttavia, dalla figura classica del Joker dei fumetti e da quello Nicholsoniano: il Joker del vecchio Jack era folle, irrazionale, distruggeva Gotham ridacchiante per puro piacere personale e per velleità artistiche Wahroliane; questo Joker, invece, è dotato di una “follia lucida”, i suoi piani sono perfetti, non vuole fare arte, ma trasmettere un messaggio, mostrare a tutti la corruzione del denaro sulle persone e la vera natura di queste.
Egli non è un nemico qualsiasi, egli è uno spettro. Non può essere capito fino in fondo, non può essere intimorito con la forza. E’ l’impersonificazione delle peggiori paure (non solo dell’uomo pipistrello). Quante volte ci è capitato di sognare di provare a picchiare un nostro nemico e di non riuscire a colpirlo? Noi sferriamo un pugno, ma di tutta risposta il vostro bersaglio si fa una risata. Eccolo! E’ il Joker! Quell’incubo che ride di noi, che ci guarda sghignazzante e si fa beffa della nostra impotenza prende forma antropomorfa e invade il nostro piano reale.
Esemplare è la scena dell’interrogatorio: Batman lo pesta e lui ride, lo sbatte contro una parete e lui si limita a scrocchiare il collo; questo fa perdere il controllo all’uomo pipistrello fino a farlo sentire impotente, proprio come in uno di quegli incubi suddetti.

“non te ne fai niente di tutta la tua forza”

Inoltre il clown non ha identità né genesi, non è come Batman, che si nasconde dietro la maschera di Bruce Wayne (no, non è il contrario). Non si pone nemmeno regole, morali o giuridiche che siano, come invece fanno tutti gli altri malavitosi o benefattori. Segue un’idea, anzi, meglio, un’ideologia: non vuole soldi, non gli interessano le donne, è mosso semplicemente da una voglia matta di svelare la vera natura degli uomini. E’ anarchico fino al midollo: diversamente dal Joker di Nicholson che era semplicemente folle e gioiva della distruzione senza seguire un piano particolare, questo di Ledger assurge al ruolo di “criminale di maggior classe” di cui Gotham aveva bisogno in quel momento, l’avversario più degno di un eroe unico come Batman, e lo fa con dei coltelli, polvere da sparo, qualche barile di benzina e lanugine nelle tasche.

“a questa città serve un criminale di maggior classe”
“non si tratta di soldi, si tratta di mandare un messaggio… tutto brucia”

Si muove infallibile per far piombare Gotham nel caos (da antologia la scena dell’esperimento sociale). Assoldato dalla mafia per eliminare Batman, in realtà è lui a condurre i giochi, lo è sempre stato.

The fair fate:

“Il caso è equo, è l’unica vera giustizia di questo mondo”. Sfigurato in volto, impazzito per la morte della sua promessa sposa e per la consapevolezza che tutti gli sforzi profusi nella lotta al crimine non sono valsi a niente, il procuratore distrettuale Harvey Dent, eroe carismatico e senza maschera di una Gotham sull’orlo del collasso (interpretato da un bravissimo Aaron Eckhart) si spacca in due metà. La sua è un’inesorabile discesa dall’alto della sua fama alla mostruosità della sua nuova condizione e, con lui, Joker vince la battaglia, rendendolo un criminale del suo stesso livello, un mostro come lui e Batman.

“la follia, come sai, è come la gravita, basta solo una piccola spinta …”

E’ il personaggio cardine nella vicenda: sia Batman che Joker vogliono fare di Harvey il proprio successore. Prima Batman vede in lui l’eroe senza maschera a cui affidare Gotham per i tempi a venire, poi il Joker, dopo avergli devastato la psiche con una serie di traumi, lo istruisce ad essere la delusione che avrebbe fatto perdere completamente la fiducia ai cittadini dell’oscura metropoli. Forse Due Facce avrebbe meritato una caratterizzazione più approfondita, una rappresentazione più dettagliata della sua figura da villain storico di Batman in un film tutto per se, tuttavia questo capitolo è nato con l’idea di essere il film definitivo sull’uomo pipistrello, questo giustifica la tanta carne a fuoco messa e, nonostante tutto, possiamo dire che il risultato è comunque più che soddisfacente.

The Dark Knight:

La decisione di far scomparire il nome “Batman” dal titolo del film non è casuale. Così come il suo nome sparisce dal titolo, la sua figura sparisce da Gotham, è così che deve andare per il bene di tutti.
Ne esce con non poche ecchimosi, Batman, da questa sua ultima rappresentazione cinematografica.
E’ passato un anno dalla sua prima apparizione, assieme a Gordon ha saputo colpire la mafia nel suo punto nevralgico, ha ripulito Gotham City e ora la malavita, dai miserabili spacciatori ai boss, lo teme. Ma proprio a causa sua sono venute alla luce nuove minacce, una su tutte: il Joker. Mai il nostro ha mai provato tanta fatica nelle sue avventure, con un nemico apparentemente invincibile. Per sconfiggerlo deve infrangere il suo codice, quello che l’ha sempre mantenuto distante dal pericolo di diventare come i suoi avversari. Deve infrangere le sue regole, compiere scelte immorali, giocare sporco per poterlo catturare e, alla fine, addossarsi colpe non sue per il bene dei cittadini di Gotham, per un futuro migliore.


“o muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo”

Nota positiva anche per gli attori comprimari: Gary Oldman/Jim Gordon superbo nel ruolo del bravo poliziotto, compagno di Batman nella lotta al crimnie; Morgan Freeman/Lucius Fox lascia il segno in ogni film in cui recita, aiuta Wayne nella sua eterna lotta ma non si tira indietro dal muovere delle critiche sulla moralità di alcune misure prese del giustiziere per affrontare la minaccia che incombe su Gotham City; Michael Cane/Alfred Pennyworth è il solito sornione Alfred, che dispensa consigli a valanghe e che suggerisce al suo assistito la reale natura dell’uomo che stava affrontando.


Aggiornamento – 19:35:

Cinema, Morgan Freeman ferito gravemente in un incidente d’auto
L’auto dell’attore si è capovolta più volte prima di finire fuori strada in Mississippi. Ferita anche una donna

NEW YORK – Grave incidente d’auto per l’attore afroamericano Morgan Freeman, 71 anni. È accaduto domenica notte, intorno alle 11.30, sulla superstrada 32 nella contea di Tallahatchie, in Mississippi. Secondo quanto riporta il sito People, Freeman è ricoverato in gravi condizioni al Regional Medical Center di Memphis. La portavoce dell’ospedale, Kathy Stringer, ha detto: «Tutto quello che posso dire è che le sue condizioni sono serie». Un altro sito americano, Tmz, parlava invece di alcune costole rotte e una ferita al ginocchio. Nell’incidente è rimasta coinvolta solo l’auto dell’attore, su cui viaggiava anche una donna.

«LUCIDO E COSCIENTE» – Freeman, originario di Memphis, stava tornando a casa a Charleston, quando si è addormentato alla guida. La vettura si sarebbe capovolta più volte prima di uscire di strada. «Era lucido, cosciente. Parlava e scherzava con alcuni soccorritori» ha detto un giornalista del quotidiano Sun Sentinel, Clay McFerrin, all’Associated Press. Quando una persona ha provato a fare una foto con il cellulare, Freeman avrebbe scherzato: «Nessun scatto gratuito!!».

fonte: http://www.corriere.it/spettacoli/08_agosto_04/freeman_ferito_auto_94c9dfd0-6241-11dd-bd3f-00144f02aabc.shtml

Aggiornamento 06/08/08 : Morgan Freeman non è in condizioni critiche. L’attore settantunenne di Memphis ha riportato “solo” un braccio e qualche costola rotta dopo il brutto incidente d’auto che l’ha visto coinvolto domenica notte nel Mississipi.

6 pensieri su “Il Cavaliere Oscuro

  1. Complimenti. Generalmente non mi soffermo a leggere le recensioni, ma ho trovato questa, come il film a cui fa riferimento, entusiasmante!

  2. Complimenti. Generalmente non mi soffermo a leggere le recensioni, ma ho trovato questa, come il film a cui fa riferimento, entusiasmante!

  3. Dark, complesso e indimenticabile, The Dark Knight riesce non solo come un divertente fumetto film, ma come un crimine riccamente avvincente saga. Poiché questi e altri attori sono così potente, e perché il film non permetterà ai suoi spettacolari effetti speciali per il upstage umani, siamo profondamente sorpreso come il dramma ci riguarda. Eckhart fa un buon lavoro soprattutto come Harvey Dent, il cui carattere è trasformato da un orribile destino amaro in un mostro. E ‘consuetudine in un fumetto filmato di mantenere una certa distanza da conoscere l’azione, per visualizzare il tutto attraverso un sofisticato schermo. “The Dark Knight” scivola attorno a quelle difese e si impegna a noi.

  4. Dark, complesso e indimenticabile, The Dark Knight riesce non solo come un divertente fumetto film, ma come un crimine riccamente avvincente saga. Poiché questi e altri attori sono così potente, e perché il film non permetterà ai suoi spettacolari effetti speciali per il upstage umani, siamo profondamente sorpreso come il dramma ci riguarda. Eckhart fa un buon lavoro soprattutto come Harvey Dent, il cui carattere è trasformato da un orribile destino amaro in un mostro. E ‘consuetudine in un fumetto filmato di mantenere una certa distanza da conoscere l’azione, per visualizzare il tutto attraverso un sofisticato schermo. “The Dark Knight” scivola attorno a quelle difese e si impegna a noi.

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