Everything that happens will happen today

“Ehi Brian, sono Daivd”
“ooh, David, quanto tempo”
“ne è passato, né?”
“ne è passato, sì, davvero. Quanti sono?”
“quasi trenta”
“quasi trenta… wow. Cosa volevi dirmi?”
“quanto tempo hai in questo periodo?”
“quanto tempo? Che vuoi dire?”
“tempo di venire a Midtown e dedicarti a un progetto”
“che tipo di progetto?”
“un album, come ai vecchi tempi”
“intendi… un album, un album album? Niente immagini casuali, niente ambient in musei, niente esposizioni, niente colonne sonore, niente…”
“un album, Brian, ti ricordi cos’è?”
“oh… – ride – certo che mi ricordo cos’è un album”
“allora, quanto tempo hai in questo periodo?”
“ho il tempo David, ho il tempo”
“allora è ok”
“ok”.

E’ così che mi immagino una conversazione telefonica tra Brian Eno e David Byrne, quella che si sono fatti dopo anni di silenzio. Si lasciarono dopo la collaborazione nei progetti Talking Heads e My Life in the Bush of Ghosts, separandosi dopo aver fatto cose magnifiche.
Si sono ritrovati per questo album pop, arrivato silenzioso, quasi all’improvviso, senza grossi proclami e squilli di trombe. Un annuncio video sul sito di Byrne, una canzone da scaricare gratis e non molto dopo l’intero disco disponibile in streaming.

Semplice come l’acqua:

Un disco pop, confezionato sapientemente da due grandissimi artisti del passato che ancora si divertono a scrivere buona musica. Le musiche di Eno sono in linea con quanto già sentito in “Another Day on the Earth”, il cantato di Byrne non è più quello schizzato degli anni della giovinezza (per fortuna non ci prova nemmeno ad esserlo), è più dolce e composto. Si fa ascoltare, insomma, alcuni brani sono l’emblema della serenità, due vecchi amici che si ritrovano dopo tanti anni, sotto il portico con una chitarra in mano, ricordando i vecchi tempi. Non ho potuto fare a meno di notare la freddezza dell’accoglienza riservatagli, onestamente ne sono rimasto abbastanza colpito: cosa ci si poteva aspettare di più? Cos’è, non è innovativo e geniale come altri lavori precedenti? Non ha niente di nuovo da aggiungere a quanto sia stato già abbondantemente esplorato in anni e anni di rock? E allora? Io penso che si arrivi ad un certo punto della carriera di un artista dove si trovano sempre meno cose nuove da dire, ma, se il desiderio di produrre necessita ancora di essere soddisfatto, non bisogna frustrarlo, bisogna lasciarlo sgorgare fuori come acqua da una fontana. Onestamente non riesco ad odiare “Everything that…”. Pur non reputandolo memorabile, né tantomeno riuscito a pieno, lo ritengo un disco meritevole di essere ascoltato più e più volte, se non altro per quegli attimi di calma che è in grado di regalarci.

Su RYM gli ho dato 3 stelle.
E’ possibile ascoltare il disco in streaming a questo indirizzo: http://everythingthathappens.com/

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