Land of Kush – Against the Day

Against the Day è un disco che nasce con gli umori e i ricordi di certa psichedelia che volgeva il suo sguardo a oriente, sognando matrimoni esotici tra lunghissime suite improvvisate e raga indiani. Against the Day è anche l’ultima novella di Thomas Pynchon, da cui, il disco in questione, ne eredita i tratti ermetici.

Against the Day, infine, è un progetto dei Land of Kush, ensemble Canadese, guidata dal già noto Sam – Osama – Shalabi, quarantacinquenne libico, oudista, compositore, nemico dell’islam-fobia, ossia di quella cieca, becera, dicotomica visione del mondo fondata sul “noi contro voi”, che ammassa, appiattisce e genera odio ignorante e ingiustificato.

Il nome deriva da una zona della valle del Nilo, la fertile culla della civiltà. La loro proposta musicale avvicina i suoni mediorientali alle iterazioni (post) rock, lanciandosi in divagazioni free-jazz, a tratti dei veri colpi di genio, ma troppo spesso ammorbanti prolungamenti al di là di ogni umana sopportazione.

Cosa rimane del disco dopo più di un’ora di ascolto?
Le tracce più riuscite sono, senza ombra di dubbio, Iceland Spur, Bilocation e la title track, Against the Day.
Iceland Spur è l’allucinato viaggio in un paesaggio desertico notturno, uno spazio sterminato, dune che nascondono l’orizzonte, richiami di insetti, demoni antichi quanto l’universo. L’oud a imitare la viola di John Cale sul battito tribale di Michel Bonneau. Si aggiungono poi i fiati a dar man forte a Sam, il sax e il clarinetto sono venti che tracciano disegni improvvisati sulla tela sabbiosa, nascono forme uniche e irripetibili.
Bilocation è il virtuosismo canoro di Molly Sweeney, che canta su un festoso trip-hop mediorientale seguito da un’onanistica improvvisazione di 10 minuti. Piacevole per metà tempo, insostenibile per il resto.

La title track è l’agognata catarsi, lo stato di purificazione spirituale, roteando sulla schiena come dervisches tourners, diventiamo musica, note nell’aria senza peso.

L’idea a monte è magnifica, ma il risultato non è pienamente raggiunto, per quanto mi riguarda: se da un lato il viaggio sonoro affascina e spiazza, dall’altro annoia per certi dilungamenti gratuiti, spesso eccessivi. Mi riferisco alla prima e all’ultima traccia. “Lunghi nulla”, che ascoltati una volta non ci verrà mai in mente di rifarlo, strumenti che dialogano in maniera – apparentemente – casuale. Scelte (artistiche?) francamente incomprensibili, considerando le idee magnifiche dei tre brani sopra citati.
Ambizioso – forse troppo – e affascinante per quanto concerne la parte “ascoltabile” del disco: 7

Un pensiero su “Land of Kush – Against the Day

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...