Cambio al Vertice

possibili spoiler

Come posso descrivere quello che Lost rappresenta per noi afficionados, così folli da non riuscire ad aspettare, non solo che la stagione in corso venga tradotta ufficialmente e doppiata per poi esser trasmessa nelle reti italiote, ma nemmeno il giorno che intercorre tra la messa in onda dell’ultima puntata negli states e la creazione del torrent necessario per scaricarla sui nostri computer?

[a tal proposito, vorrei ringraziare i ragazzi di ITASA per il loro incredibilmente rapido ed efficiente lavoro di traduzione]

Quella dei lost-fan è più di una passione ed è diversa da una dipendenza. Una dipendenza la si può sviluppare anche verso qualcosa di non propriamente superlativo. Quella che ci accomuna tutti è qualcosa di più complesso. Sembra quasi amore, amore nel veder fallire ogni nostra supposizione, ogni teoria esposta con gran spocchia nelle casse di risonanza del nostro smisurato ego, ossia forum e blog che popolano la rete; nel coprirci di ridicolo ogni qualvolta viene svelato un mistero da quei geniacci di sceneggiatori.
Ed è stato così anche per l’ultima stagione. Le domande più frequenti che ci siamo posti sono state: “chi è Jacob?”, o la più classica, quella che ricorre dalla prima puntata della prima serie: “cosa farà ora Locke?”.
Se vogliamo tirarci su il morale dopo una giornata no, non dobbiamo far altro che girare per i vari forum e cercare i messaggi precedenti alla data di ieri, per farci quattro risate.
Vi riporto le mie:

  • “Jacob è Christian Shephard”;
  • “no, anzi, è il nipotino Aaron”;
  • “no, no, Jacob è Locke da vecchio (più vecchio)”;
  • “no, anzi, no, dev’essere Jack (Jac(k)-ob) vista la sua nuova fede”;
  • “Jacob è Bill Gates, o Superman, o entrambi”;
  • “Locke, Locke, dev’essere per forza Locke. O è Jack? No, Locke, è Locke”;
  • la più divertente: “Jacob è Vincent (il cane)”.

Ma, allora, perché dovremmo amare una serie che ci mostra quanto siamo imbecilli?
E’ semplice, perché Lost è una forma di intrattenimento perfetta. Quella che si stabilisce tra noi, sfigatelli occhialuti che pensiamo di saperla lunga, e gli scrittori è una vera e propria sfida. Sfida che loro stessi lanciano, peraltro.
Lanciano l’amo con un nuovo mistero, dicendo “vediamo se riuscite ad arrivarci prima che ve lo sveliamo noi”. Noi ci prodighiamo in ogni genere di ipotesi più o meno arzigogolata, tirando in ballo teorie parascientifiche, alieni, fisica, terra-cava, terra-concava, terra-di-Siena, Maya (i Maya!), Atlantidei, Egizi (questa sembra non essere proprio campata per aria, 1 e 2), ecc.
Quando la verità ci viene svelata e, spesso e volentieri, è più semplice di qualsiasi teoria del cavolo, ci sentiamo proprio come i “dispersi” che vivono in quel paradiso in terra, in balia delle scelte del Deus ex Machina.
Ma arriviamo all’ultima stagione.
Il livello è altissimo, ai vertici – sublimi – della prima serie. Ogni puntata ha prodotto almeno un brivido, ogni personaggio ci ha regalato un’emozione. Persino gli episodi che ho, a caldo, giudicato mosci, si sono rivelati necessari ai fini della descrizione degli eventi e alla risoluzione di molti misteri.
La nuova tecnica narrativa è tra le più complicate e raffinate del piccolo schermo. Ciò che al principio era diviso in passato (flashback) e presente; è poi diventato futuro, ossia gli eventi post-salvataggio (flashforward), e presente; fino a “rompersi” come uno specchio dove i frammenti riflettono eventi del passato remoto (divenuto presente per alcuni dei nostri “dispersi”), il presente, ossia quello vissuto da Locke (o, meglio, il surrogato-Locke), Ben, Sun e gli altri, il passato prossimo, ossia quello antecedente al ritorno sull’isola. Per non parlare dei continui sbalzi temporali, molto “ritorno al futuro”, dovuti a quella stramaledetta ruota dentata, e gli intrecci di eventi passato-presente (come quello di “Surro-Locke”, che invia Richard-Ricardus a curare “Real-post-dead-Locke”). Tutto è stato narrato efficacemente, nonostante la complessità e la difficoltà che io stesso ho provato nel descrivervi il meccanismo.
Come faremo ad aspettare l’inizio della nuova e ultima stagione, quella con la più alta probabilità di raggiungere la vetta più alta mai toccata da nessun altro sceneggiato in TV (ma anche da qualsiasi altra opera visiva, diciamolo)?
Ora che abbiamo scoperto chi è Jacob e chi muoveva i fili di tutto il teatrino, lo abbiamo visto bruciare per mano di un nuovo misterioso, oscuro personaggio.
Ora che sappiamo chi giace all’ombra della statua, ora che Ilana e i tizi dell’indovinello sembrano davvero “i bravi”, ora che abbiamo visto Locke in una scatola di metallo morto stecchito, ora che vediamo Ben per quello che è sempre stato, una marionetta come tutti gli altri, impaurita e spaesata.
L’isola che assume sempre più la forma di un Eden biblico, con tanto di Adamo (Bernard) ed Eva (Rose), con tanto di Lucifero che si ribella al marionettista (anche se non sarei così drastico nelle divisioni), ci svelerà tutti i suoi arcani a partire da Gennaio 2010. Io comincio a contare i minuti, e voi?

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