La pleillista

Leit motiv della settimana: la mia otite.

Big Audio Dynamite – This is Big Audio Dynamite: 7 [che tra i Clash e l’ambiente punk londinese girassero Raggae e tanta, tanta maria è risaputo. Mick Jones, chitarrista dei Clash, fondò i BAD, promuovendo una mescola di musica raggae e pop-orecchiabilissimo]

Dillinger – CB200: 6 [e questo è il disco idolo dei punkers, ma a me ha fatto quasi cagare… dovrò riascoltarmelo, possibilmente con tutte e due le orecchie]

Delano Tucker – Gather Israelites: 6,5 [altro disco Raggae, con dei pezzi niente male]

Charles Mingus – Ah Um: 7,5

Hash Jar Tempo – Well Oiled: 7,5

Hash Jar Tempo – Under Glass: 7,5 [stessa formula di Well Oiled, forse addirittura alleggerita e con qualche “disturbo melodico” (laddove il rumore costituisce l’opera, la melodia viene considerata disturbo) che lo avvicina a Street Horrrsing… o sarà l’otite].

The Soft Machine – Volume One: 9 [se ci fosse un album-manifesto della non-scena canterbury –  e non c’è – questo, assieme a The Land of Gray and Pink (che ancora devo ascoltare), sarebbe il miglior candidato. Legato a doppio filo con il pop psichedelico che imperversava nell’isola in quegli anni, zuccherato dallo spirito ca(n)zzonesco di Kevin Ayers, il quale di lì a poco avrebbe lasciato il gruppo per un’assolata “carriera” solista, questo volume uno è un amore di disco. Pigro, pop, geniale e poco impegnativo]

Confusional Quartet – Confusional Quartet +Ep: 7 [i devoluzionisti italioti]

John Zorn – The Big Gundown: 1,1 periodico.

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