4 righe su Batman Gotham Knight

BGK

La qualità degli episodi, sia visiva che narrativa, va in crescendo. Nel primo, sentiamo le leggende metropolitane che girano sulla figura del giustiziere alato, un gruppo di bambini si riunisce per raccontarle (una più assurda dell’altra), finché non precipita nell’edificio l’uomo pipistrello in persona…

Introduzione carina, ma nulla più. Hanno fatto bene a piazzarlo all’inizio.

I disegni graffitari di questo mi fan cagare, finché si tratta di rappresentare i falsi Batman nelle storielle dei piccoli skater, mi sta anche bene, ma il vero Batman, no, trippone e con le coscette secche no, non se po guardà.

Il secondo, invece, è  già un grosso balzo in avanti. Il detective Allen da Metropolis, scelto da Gordon per la sua squadra speciale Grandi Crimini, esprime tutto il suo disappunto per il supporto del vigilante. <<…siamo i suoi fattorini!>>. Dopo una spedizione, per l’appunto, al manicomio criminale di Arkham, i due piedipiatti si ritrovano, per pura coincidenza, sotto il fuoco incrociato delle due famiglie che si contendono il controllo su tutta Gotham.

A quel punto interviene il giustiziere…

La terza storia riguarda la prova sul campo di un nuovo gingillo marchiato Wayne Enterprises e del prezzo che l’alter ego del miliardario rampollo è disposto a spendere, pur di salvare vite umane.

Funge più da raccordo che altro, facendo intuire che tutti e 6 i capitoli sono collegati tra loro (anche se non strettamente).

Quarto, quinto e sesto atto sono quelli che alzano sensibilmente la media. Batman si ritrova nelle fogne della sua città, seguendo le tracce di Killer Croc. Il dolore provocatogli da un morso del mostruoso avversario e le allucinazioni conseguenti all’incontro dello spaventapasseri, riportano il nostro al lungo periodo del suo addestramento. Bruce  era in India, apprendista di una fachira per imparare a dominare il dolore (o meglio: tutti i tipi di dolore).

Quindi è nuovamente in superficie e deve affrontare l’ultimo nemico della serie: Deadshot.

Il risultato è sorprendente. Batman, tra anime e manga, sta vivendo un periodo di massimo splendore anche con gli occhi a mandorla (oltre che nell’americanissima trasposizione cinematografica), forse perché la stessa genesi dell’eroe (almeno quella più recente) è fortemente influenzata dalla cultura orientale e giapponese in particolare, quindi ben si presta ad esser trattato da mangaka affascinati dal segno del pipistrello.

http://rateyourmusic.com/film/batman__gotham_knight/

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