Nausicaa della Valle del Vento

Incoraggiato dalla totale scarsezza di intrattenimento offerto dalla televisione in orari umani nel periodo natalizio, ho vinto finalmente la mia proverbiale pigrizia e ho colmato una mia clamorosa lacuna nella filmografia di animazione giapponese.

Nausicaa della Valle del Vento è un anime edito dal prestigioso Studio Ghibli nel 1984, scritto, disegnato e diretto da Hayao Miyazaki, già autore dell’omonimo manga uscito due anni prima. Considerato come il primo lavoro “personale” del maestro Miyazaki, “Nausicaa” è una perla incastonata nel cangiante panorama dell’animazione giapponese, alla cui lavorazione hanno partecipato altri nomi importanti della scena, tra cui: Yoshinori Konada (“Il mio Vicino Totoro”, “Laputa”, “Porco Rosso”, “La Principessa Mononoke”), Mahiro Maeda (“Porco Rosso”, “Animatrix”, “Kill Bill”), Kitaro Kosaka (“Angel’s Egg”, “Laputa”, “Una Tomba per le Lucciole“, “La Principessa Mononoke”, “La Città Incantata”, “Il Castello errante di Howl”, “Ponyo sulla Scogliera”) e  Joe Hisaishi, fedele  compositore dello studio Ghibli, nonché di Takeshi Kitano.

Nausicaa rappresenta il punto di partenza per una carriera artistica già ampiamente apprezzata di Miyazaki e dello studio di animazione che influenzerà l’arte dei cartoon in tutto il mondo, finanche la scuola occidentale, tra i cui debitori facilmente possiamo individuare John Lasseter e la sua meravigliosa fabbrica di sogni, devoti soprattutto a quella concezione tutta orientale di creare opere orientate sì anche ad un pubblico infantile, ma che possono essere apprezzate soprattutto da spettatori più maturi. Film la cui natura è stratificata e che possono prestarsi a numerose visioni, offrendo sempre spunti nuovi su cui riflettere.

Visivamente, l’anime è  un gioiello, in special modo per il lavoro svolto sulle animazioni, tantissime e magnifiche,ancora più stupefacente se consideriamo l’epoca pre-digitale a cui il film appartiene. I colori esaltano la bellezza bucolica della Valle del Vento; allo stesso modo, i blu e i viola definiscono chiaramente la velenosità della Giungla Tossica. Il ritmo è sempre molto serrato, senza mai incappare in momenti noiosi, né nelle famose immagini fisse con la sola telecamera a muoversi nella scena, espediente  utile ad annacquare il minutaggio tipico di certe produzioni. La colonna sonora, curata da Joe Hisaishi, che da qui in poi metterà spesso la sua arte al servizio dello Studio Ghibli, alterna momenti di vitalità atti a sospingere le parti dove l’azione diventa frenetica, ad altri di solenne classicità, ad enfatizzare le frazioni più introspettive, evocando temi Handeliani o ricorrendo alla sinteticità delle strumentazioni elettroniche (un pezzo bellissimo, a mio avviso, è quello che accompagna la scena del salvataggio di Asbel nella Giungla Tossica). La sceneggiatura non è particolarmente intricata, anzi, è abbastanza fruibile e lineare, non ci sono salti temporali, eccettuati alcuni passaggi onirici vissuti da Nausicaa, tanto da poter essere seguita agilmente anche da un pubblico giovanissimo. L’ambientazione della vicenda è in un futuro post-apocalittico, dove l’umanità è stata portata sull’orlo dell’estinzione, e introduce lo spettatore in uno scenario pessimistico. A minacciare la razza umana non sono tribù di mutanti o invasori alieni intenti a conquistare la Terra, bensì un’incontrollabile “esplosione naturale”, una collerica avanzata della giungla decisa a soppiantare il genere umano dal suo posto privilegiato nel mondo.

La premessa trasporta immediatamente nel cuore del dramma:  l’arrivo di Lord Yupa, spadaccino / eroe itinerante, in un villaggio dove spore e muffe velenose  hanno risucchiato la vita dei suoi abitanti è un pretesto per chiarificare subito l’entità della minaccia. “Un altro villaggio è scomparso”. Mille anni sono passati da quando immani cataclismi, provocati dalla bellicosità e dalla sete di conquista delle nazioni, devastarono l’ecosistema mondiale. Una giungla, sorta su un terreno velenoso, si espande sempre più ai danni degli insediamenti umani. Le creature che vi abitano sono spaventose ed enormi, e sono anch’esse frutto dello stesso male che ha generato la foresta. La narrazione si sposta quindi nella Valle del Vento, dove la principessa Nausicaa, opportunamente attrezzata per l’esplorazione della Giungla Tossica, ritrova un preziosissimo guscio di Mostro-Tarlo. Questi pantagruelici esseri, vivono nella selva e di essa sono i guardiani, rappresentano la minaccia più spaventosa tra tutti gli animali silvani, in quanto non permettono a nessuno di profanare il loro regno e ferocemente attaccano gli agglomerati urbani, sebbene, come verrà esplicato più avanti, lo fanno perché spinti  dagli stessi uomini. Ironia della sorte, le mute dei Mostro-Tarli sono fonti di materiale pregiato, che gli uomini utilizzano per i loro beni più preziosi, come lame o armature. Ora, Yupa, abile spadaccino ed eroe errabondo, sta percorrendo la via che porta alla Valle del Vento, quando un Mostro-Tarlo infuriato prende a braccarlo. In quell’istante, interviene Nausicaa a bordo della sua ala, con la quale ama librarsi con grazia  e domina le correnti della Valle del Vento, e dissuade l’insettoide gigante dal travolgere Lord Yupa e i suoi palafreni. Yupa è sorpreso della maturità acquisita dalla sua giovane amica e dall’abilità con la quale ha convinto il golia a tornare sui suoi passi senza colpo ferire. Al villaggio, Yupa trova un Re Jihl gravemente malato e costretto a letto, e la gente della valle che lotta ogni giorno contro l’avanzata delle piante malefiche, similarmente a certi popoli africani, che si oppongono invano alla desertificazione inesorabile dei loro territori.

Durante la notte, un’aeronave si schianta contro una parete rocciosa, attratta al suolo dall’eccessivo peso del carico trasportato. Nausicaa riesce a salvare dalle fiamme la Principessa Reale di Pejite, ma questa muore poco dopo aver accennato alla pericolosità del misterioso  carico della nave. Purtroppo per il villaggio, quell’aereo era il primo di una flotta di Tolmekia, che, comandata dalla principessa Kushana, invade il castello ed uccide il Re inerme. Nausicaa, accecata dalla  rabbia, sopraffà un plotone di soldati, ma viene fermata da Lord Yupa nell’attimo di sferrare il suo attacco contro la scorta di Kushana. Yupa consiglia alla sua amica di non lasciarsi trascinare dal desiderio di vendetta e di affrontare la situazione adattandosi ad essa, piuttosto di risolverla con la violenza bruta. Nausicaa impara quivi una lezione, che le sarà molto utile in futuro. Catturata assieme alla sua gente, viene deportata sugli aerei Tolmekiani, mentre il generale Kurotowa presiede nella valle con una guarnigione di soldati al fine di risvegliare l’oscuro  oggetto trasportato dalla nave precipitata. Trattasi del Soldato Invincibile, un essere che, assieme ad altri congiunti, devastò la Terra riducendola alla condizione attuale. Ma, durante il viaggio, qualcosa va storto. Un mezzo Pejite attacca il convoglio, Nausicaa riesce comunque a scappare assieme a Mito (un suo fedele amico, un po’ il sindaco del villaggio, ndS) e Kushana, ma la fuga  li porta dritti nella Giungla Tossica. Qui, la principessa della Valle mette in salvo alcuni superstiti del suo popolo, ma la sorte li conduce su  uno specchio d’acqua, dal quale emergono dei Mostro-Tarli attirati da un colpo di pistola sparato da Kushana. Ancora una volta, Nausicaa si apre al dialogo, si pone pacificamente nei confronti degli insetti e spiega loro che sono capitati lì per errore. I custodi della giungla, dunque, la avvolgono con le loro estensioni filiformi e ne intravedono la sua trasparenza d’animo e la sua sincerità, lasciano quindi stare gli avventurieri. Impegnata nella ricerca di altri sopravvissuti, la principessa si  imbatte in Asbel, che, inseguito da vermi giganti inferociti dalle sue armi, si getta nel vuoto. Nel tentativo di salvarlo, cadono entrambi in un santuario sotterraneo. In questo posto, che un tempo costituiva la “superficie”, i due giovani appurano che l’aria è respirabile e l’acqua è incontaminata, e Nausicaa capisce la sorte a cui gli alberi sono andati incontro, per via della malvagità degli uomini e della loro sinistra inclinazione ad uccidersi. Asbel si rende conto, grazie alla sua nuova amica, delle conseguenze  causate dalle sue azioni  e che la troppa propensione ad uccidere è la causa dell’ira degli insetti. Il mattino seguente, Nausicaa e Asbel partono per Pejite, ma, sgomenti, trovano solo una città in completa rovina. I ribelli hanno infatti richiamato i Mostro-Tarli con uno stratagemma volto ad annientare l’esercito Tolmekiano, che presidiava la città. Questi intendono perseguire con lo stesso atroce metodo l’avanzata contro i Tolmekiani nella Valle del Vento e, quindi, impossessarsi del soldato invincibile. Nausicaa tenta la fuga per avvertire il suo popolo, ma viene imprigionata su un’aeronave Pejite.

Frattanto, al villaggio di Nausicaa, comincia la rivolta dei popolani.
In Volo, l’aereo su cui viaggia la principessa viene attaccato dai Tolmekiani. Sono le donne di Pejite a liberare Nausicaa, ricorrendo saggiamente ad uno scambio di persona. L’arrembaggio dei soldati di Tolmekia rallenta l’evasione, ma Nausicaa riesce comunque a prendere il volo con la sua ala, aiutata dal coraggioso Asbel. Infine, l’intervento di Lord Yupa scongiura l’esecuzione di tutti i Pejite a bordo.
Fuori dal villaggio, gli abitanti della Valle si riparano nel relitto di una nave interstellare, quando il vento cessa di soffiare, e la Gran Dama, la saggia sciamana del villaggio, presagisce il pericolo incombente.
Inseguendo una mandria inferocita di Mostro-Tarli, Nausicaa scopre la natura dello stratagemma dei Pejite, ed è mostruoso: un cucciolo di Mostro-Tarlo ferito e trasportato da un mezzo aerostatico attira con le sue grida gli adulti.
Mito torna al villaggio per avvisare la sua gente della carica dei Mostro Tarli, mentre Nausicaa ferma i Pejite con il loro atroce carico, riportando però gravi ferite dallo scontro (in realtà, la principessa si lancia disarmata sul trasporto, ma i Pejite le sparano comunque). Tranquillizzato il piccolo animale, Nausicaa riparte alla volta della Valle.
I soldati Tolmekiani sparano ai Mostro-Tarli, senza sortire alcun effetto sulla loro ineluttabile avanzata; la Gran Dama è rassegnata al destino, quando fa la sua comparsa sulla cresta di una duna il Soldato Invincibile. Inaspettatamente, però, le armi termonucleari della creatura non fermano le bestie, quindi il titano collassa al suolo. Nausicaa fa comunque in tempo a giungere al villaggio prima dei Mostro-Tarli e si pone col cucciolo davanti ad essi. Tuttavia, la loro carica la travolge e la principessa viene sbalzata in mezzo ai giganti della Giungla. Curata dagli esseri, che comprendono il ruolo dell’eroina nel salvataggio del cucciolo e placano la loro impetuosità, Nausicaa, il cui vestito si è tinto d’azzurro al contatto con il sangue dei Mostro-Tarli, si erge al di sopra delle loro antenne dorate. La Gran Dama riconosce nel quadro illustratole dalle bambine (la saggia donna ha infatti perso l’uso della vista) la profezia intessuta sull’arazzo del castello di Re Jihl: un uomo d’azzurro vestito avrebbe riportato prosperità tra gli uomini, camminando su un tappeto dorato. Ma la profezia viene attuata, guarda caso, da una donna, aspetto molto importante su cui riflettere.

Quella che sussiste tra le due metà del cielo è una differenza su cui hanno dibattuto fior fior di crani, e anche Miyazaki ne ha voluto fornire una sua visione in Nausicaa della Valle del Vento.

Traspare infatti dalle immagini del lungometraggio una propensione al ragionamento e alla lungimiranza maggiore -per non dire esclusiva- nelle donne, che non negli uomini, i quali, anzi, impegnano le loro capacità intellettuali solo nel risolvimento di “piccole” scaramucce, incuranti delle conseguenze. Come riassunto poco sopra, è una donna (la madre di Asbel, ndS) che permette a Nausicaa di fuggire dall’aereo Pejite, salvandole la vita, peraltro; è una donna la sacerdotessa del villaggio della Valle cui tutti chiedono consiglio; è una donna ad avverare la profezia, nonostante la miniatura raffiguri un uomo barbuto; infine, è una donna a comandare le operazioni dell’esercito di Tolmekia. Agli uomini sono affidati ruoli di “potere secondario”, spesso subordinato a quello delle donne.

Gli uomini di Pejite, accecati dal desiderio di vendetta, ambiscono a rimpossessarsi del guerriero invincibile ad ogni costo, e finiscono per perdere il lume della ragione. Avventati e folli, sequestrano Nausicaa per impedirle di avvertire la sua gente del pericolo cui i Pejite l’hanno destinata; commettono un gesto di malsana crudeltà, utilizzando il cucciolo di Mostro-Tarlo come lepre al fine di distruggere i Tolmekiani, arrivando a sacrificare anche la loro bellissima città. Asbel, il cui contatto con Nausicaa è servito ad aprirgli nuovi orizzonti, è l’unico uomo di Pejite ad accorgersi della follia che si sta perpetrando.

Un altro tema su cui è d’uopo disquisire è quello ecologico. Miyazaki non mette in scena una smielata storia sulla bellezza perduta del mondo, piena di melensaggini e panda a testa in giù che giocano tra i bambù. Quello del maestro è una visione pessimistica: porta lo spettatore avanti di mille anni per rappresentare problemi attualissimi La Giungla Tossica, come ha appreso Nausicaa con i suoi studi sulle piante e sul terreno in cui si sviluppano, è stata originata dall’inquinamento dell’uomo, le cui macchine saturarono la capacità degli alberi di assorbire anidride carbonica, finché queste non si trasformarono in pietra. Sopra le caverne, che costituiscono ora il Sancta Sanctorum della foresta velenosa, un terreno infetto permette la crescita di arbusti malsani, le cui esalazioni sono causa di malattie mortali. E’ quindi l’uomo ad aver generato il crescente male che ora non è più in grado di fermare, se non con la nuova via mostrata dalla principessa Nausicaa. Essa assume una posizione nuova nei confronti della giungla, un atteggiamento di “apertura”, come quando si libera dalla maschera all’interno della selva o come quando parlamenta con i Mostro-Tarli, i quali capiscono la sua posizione e le permettono di restare nel loro territorio.

L’avanzata della Giungla Tossica, ad inglobare sempre più borghi potrebbe essere benissimo assimilata alla desertificazione galoppante dei nostri giorni, prodotta anch’essa dagli sconvolgimenti climatici da noi causati. Eppure, di nuove vie ne sono state discusse e proposte, ma pochi sembrano seriamente intenzionati a muovere i primi passi verso il cambiamento (mi riferisco al fallimento recente del meeting di Stoccolma), e chissà che l’opera di Miyazaki non si rivelerà profetica.

La critica coinvolge anche i progetti di colonizzazione spaziale, disegnando il relitto abbandonato di una nave interstellare come simbolo di un fallimento, quello dell’uomo di insediarsi in nuovi astri, che rivela chiaramente la sua natura di parassita. E’ proprio in questo atteggiamento che risiede il germe della catastrofe: come un bruco che, di mela in mela, avvizzisce i frutti che abita, così l’uomo si comporta con il suo mondo. La sfida proposta da Hayao Miyazaki è di imparare a rispettare la casa in cui vi dimora, riscoprire il legame che ad essa lo vincola e capire che si tratta di un’abitazione in affitto, dalla quale si potrebbe essere sfrattati senza preavviso (gli insetti sembrano del tutto intenzionati a succederci nel dominio sul mondo).

Il film offre spunti interessanti anche riguardo il ruolo del soldato e delle armi di distruzione di massa, tema sul quale i giapponesi sono molto sensibili e il motivo è facilmente intuibile. I poteri di distruzione non sono completamente governabili, sono causa di dolore, eppure l’essere umano non perde occasione per ricorrere alla forza bruta e di attentare alla sua stessa sopravvivenza. La cosa più grave è il non fare tesoro dei propri errori, cosa che porterà a ri-commetterli anche dopo disastri incommensurabili. E la ricerca del soldato perfetto, una corsa agli armamenti che coinvolge  Tolmekiani e Pejite, è causa di stermini e  di enormi sofferenze. La forza dei soldati usata senza criterio, uccidere per prevenire le mosse del nemico, si contrappone alla figura di Nausicaa. Nausicaa incarna, a tutti gli effetti, l’antitesi del soldato (e del guerriero invincibile) e, laddove la forza bruta fallisce, Nausicaa trionfa con la compassione e l’amore per il suo mondo.

In ultima analisi, forse in preda ad un delirio, non ho potuto fare a meno di notare certi elementi dell’immaginario Tolkeniano nell’anime di Miyazaki. Tanto per cominciare, vi si può rintracciare un’aspra critica al desiderio di potere, nonché alla cupidigia, origine di tutti i mali più grandi che condanneranno la civiltà umana alla rovina (ma non il mondo, che, come mostrato, si riprenderà abbondantemente da tutte le ferite inflittegli).
Possiamo scorgere, inoltre, una corrispondenza tra la “meccanicizzazione” e l’industrializzazione di Tolmekia e la visione propria di Tolkien, che attribuisce a questo processo una disumanizzazione malvagia; per contro, si può ricondurre il modello artigianale e naturalistico degli abitanti della Valle a quello che Tolkien esalta, cui conferisce una connotazione benevola. La contrapposizione risulta evidente anche tra le principesse dei due regni: Kushana è meccanica nel corpo e nella mente, porta su di essa i segni di un male che l’ha segnata nella mente, ancorché nel fisico e pertanto si comporta come “uno scoiattolo impaurito” (cit.) che morde per paura. Nausicaa è pura e “trasparente”, vola per diletto, non per possedere il cielo; non morde perché non è spaventata, ella è consapevole della situazione e reagisce di conseguenza. La paura del diverso e la  diffidenza nei confronti di una nuova razza è presente nell’anime, come nell’universo di Tolkien, a loro volta rappresentazioni  del dramma attualissimo che affligge il mondo reale.

Altro elemento tipicamente Tolkieniano è  il desiderio di possedere poteri che si rivelano incontrollabili, come accade con il guerriero invincibile, che mille anni prima, assieme ad altri suoi simili, aveva devastato il pianeta; allo stesso modo di come tutti in Arda, uomini, elfi e demoni, alla vista dei Silmaril ardano dal desiderio di possederli; o come tutti vengono tentati dall’unico anello durante la terza era, e solo i più saggi se ne avvedono e lo rifiutano per paura di venirne irretiti.

Ora, se è chiara la figura di Nausicaa, quale paladina, portatrice di una luce nuova, investita di una missione celeste, sarebbe opportuno definire per ognuno dei personaggi principali il loro ruolo all’interno della storia.

Lord Yupa: è un eroe ramingo rinomato in tutti i regni degli uomini. La sua figura ricorda

molto da vicino quella di Gandalf ne “Il Signore degli Anelli”, benché Yupa non possieda alcun potere superiore, né tanto meno una natura “angelica”. Yupa è uno spadaccino abilissimo, amico di Re Jihl e mentore di Nausicaa. Raramente mette in mostra tutta la sua abilità, ma, quando si rende necessaria, basta a neutralizzare un intero  plotone. Nonostante la sua straordinaria abilità, si fa da parte durante la missione, discernendo per primo la luce che risplende in Nausicaa.

Asbel: fratello di Lastel, si unisce ai ribelli nella guerra contro Tolmekia e assalta gli aerei nemici. Coraggioso ma avventato, capisce gli errori perpetrati dal suo popolo quando  incontra Nausicaa. Si avvede infatti della follia dei ribelli e aiuta Nausicaa a salvare il suo popolo dalla distruzione.Tra i due nasce una profonda intesa, che li porta a superare i perigliosi ostacoli lungo il cammino.

Kurotowa: meschino e piccolo uomo, del tutto disinteressato al dolore e alle sofferenze che provoca, Kurotowa incarna perfettamente la figura del soldato quale entità distruttiva, esecutore di ordini che gli arrivano dall’alto senza discuterli, per ottenere una promozione o una medaglia. Quando si concretizza la possibilità della morte di Kushana, non si dispiace per  la sua principessa, piuttosto se ne rallegra, pregustando l’ultimo avanzamento nella “scala”.

Kushana: principessa di Tolmekia, è più una macchina che una persona. Freddi ingranaggi si muovono al posto del suo cuore. Spaventata dalla minaccia degli insetti, muove guerra a Pejite e si impossessa del Soldato Invincibile. La sua rivalità con Nausicaa è aspra, ma non le impedisce di provare per lei ammirazione.

I Pejite: gli uomini sono impazziti e il loro desiderio di annientare le forze Tolmekiane li porta a distruggere la loro stessa città, ricorrendo ad un immondo stratagemma, e al tentativo di distruggere la Valle del Vento. Le donne, al contrario, si accorgono della follia e supportano la missione di Nausicaa. Poco si dice della loro organizzazione sociale nell’anime.

Gli Abitanti della Valle del Vento: vivono a contatto con la natura e si affidano ai consigli della Gran Dama, sorta di sacerdotessa in grado di interpretare i segni del destino. L’occupazione principale sembra essere l’agricoltura. Sono fedeli alla famiglia reale, e molto affezionati alla principessa Nausicaa, figlia di Re Jihl. Si diffonde nel villaggio una malattia proveniente dalla Giungla Tossica, che colpisce gli arti e li porta alla paralisi. Lo stesso Re ne soffre e viene costretto a letto. Mito rappresenta un po’ tutti gli abitanti e aiuta Nausicaa ad adempiere la sua missione.

I Tolmekiani: della loro nazione, viene mostrato il solo esercito, comandato dal generale Kurotowa, ma guidato a tutti gli effetti dalla principessa Kushana. Avanzati tecnologicamente e ben equipaggiati, mettono a ferro e fuoco Pejite per accaparrarsi il Soldato Invincibile. Le loro aeronavi solcano il cielo terrorizzando le altre nazioni.

Gli Insetti: piccoli e insignificanti nella nostra epoca, non li consideriamo come specie vivente degna di attenzione. Nell’anime, con le proporzioni totalmente invertite, costituiscono la  “nuova specie”. Terrorizzati dal loro avvento, gli uomini tentano in tutti i modi di sterminarli, ma nessuna arma può metterli seriamente in crisi. Nausicaa ha un approccio diverso, amichevole e pacifico, mostrando a tutti che l’aggressività è figlia della paura e che l’unico modo per fermare le sofferenze è l’accettazione reciproca.

Nausicaa della Valle del Vento ha avuto una genesi travagliata. Miyazaki non aveva intenzione di realizzare una versione animata del manga, che sarebbe stata  nient’altro che una sintesi di quell’opera nata apposta per essere raccontata in vignette. Non per niente il film termina la narrazione molto prima rispetto a quanto fa il manga, viene esclusa del tutto la civiltà dei Dorok, i personaggi sono per forza di cose meno approfonditi psicologicamente, alcuni avvenimenti non coincidono con quelli del fumetto. Eppure, nonostante tutto, trovo che quella di Nausicaa sia la storia più bella tra quelle partorite dal genio di Hayao Miyazaki. Raramente capita che mi commuova davanti ad un cartone animato, ma quasi sempre avviene quando ne guardo uno dello Studio Ghibli. E’ davvero un delitto che in Italia non sia ancora stato distribuito in formato home video, esorto quindi chiunque sia giunto a leggere fino a questo punto il mio post – che è più  un omaggio che una recensione/scheda – di recuperarlo a qualsiasi costo e di farlo vedere ai propri parenti, agli amici, soprattutto a quelli che, quando si parla di cartoni animati giapponesi, non sanno andare oltre a DragonBall, One Piece (divertentissimo, intendiamoci :D) o i Pokemon.

2 pensieri su “Nausicaa della Valle del Vento

  1. Concordo con tutto quanto scritto. Soprattutto devo ammettere che anch’io di fronte a tale perla mi sono commosso, e non è facile farmi commuovere soprattutto davanti a dei film di animazione. Ho recentemente riscoperto questo film perchè avevo avuto occasione di vederlo da bambino in TV, credo sulla RAI, e adesso me ne sono ricordato. Come si dice sarebbe un peccato non pubblicarlo, perchè la poesia che si respira durante tutta la durata del film è unica…
    Da ultimo avrei una domanda per l’autore: potresti indicarmi se conosci altiri film così belli tratti da manga giapponesi e profondi?

    1. Ciao Steve! Innanzi tutto, grazie per il commento.
      Riguardo al film che mi chiedi, se Nausicaa ti è piaciuto così tanto, non esitare a fiondarti su “Laputa, castello nel cielo”. Si tratta del primo lungometraggio dello studio Ghibli, fondato da Miyazaki e Takahata proprio in seguito alla pubblicazione di Nausicaa, da cui saranno ripresi e approfonditi (forse trattati anche meglio) molti temi.
      Anzi, vorrei riguardarmelo pure io, ché ne è passato di tempo dall’ultima visione. Grazie ancora e fammi sapere se ti sono stato d’aiuto😉.
      Ciao.

      Flavio.

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