Stephan Micus – Ocean

Opera divisa in quattro parti, la cui riproduzione libera un oceano di emozioni straordinarie, a volte calmo, altre volte impetuoso. Ocean se la gioca con Implosions per il titolo di disco più bello ed emozionante del musicista tedesco. In questa occasione, Micus dimostra una maggiore padronanza dell’orchestra di strumenti che accompagnano il suo canto persiano; troviamo infatti lo shakuhachi, se possibile più struggente persino della voce di Stephan; scrosci di dulcimer che inebriano e che potrebbero continuare all’infinito, come onde sulle coste.

Stephan Micus è nato nella Germania del fervore kosmico, ma ne ha preso sin da giovane le distanze, cercando la sua rotta artistica e spirituale altrove: Marocco, India, Mongolia, Giappone; ammaliato dal credo sonoro degli Hossianna Mantra, ne eredita l’attitudine sacrale e compie la scelta ben più radicale di studiare stili musicali alieni alla tradizione teutonica, tastando con mano la tradizione, la cultura, formulando un amalgama perfetto col suo lignaggio minimale. Virtuoso dello Sho, tessitore di suite ipnotiche e abile intarsiatore di linee canore, Micus è salito alla ribalta con Implosions.

http://gerbaszizyphus.blogspot.com/2010/03/stephan-micus-ocean-1986.html

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