la retro-calcino war o 16 – BIT_rEPRISE_partIV, se vi garba di più

Trattasi in realtà di un panegirico a quel capolavoro inenarrabile made in Konami che è ISS Deluxe. Uso il presente perché, reclusomi nel vault per rispolverare la ludoteca della mia infanzia, ho avuto modo riscoprire un universo.

Eppure, durante la restaurazione, tutto immaginavo tranne che mi sarei messo a giocare di nuovo a Deluxe, convinto che non avrei retto al salto a meccaniche di gioco di 15 anni fa. Ma dopo l’ennesimo gol in pallonetto subito da Sergio Asenjo, estremo difensore di un Atletico Madrid fresco vincitore della Europa League, pardon: EFC,  rinforzato dadll’ultima campagna acquisti supervisionata dal sottoscritto, con l’obiettivo di riportare i materassi alla ribalta mondiale, salutando i ricchi cuginastri con le corna fuori dal finestrino, mi son dovuto ricredere. Niente, io non ce la fo’ più, levatevi, m’avete rotto, faccio la Malesani e mi levo dai coglioni, ché così non si può andare avanti. Fifa m’ha fracassato le gonadi, anche loro, i canadesi, occhei che son i migliori sulla piazza e che l’altro è  un imbarazzante abominio da tre edizioni a questa parte, ma fifa inciampa in delle falle che hanno del vergognoso e, se leviamo l’introduzione del movimento a 360° (definitivo), sto  “10” è stato una delusione. Loro puntano sul multiplayer, e va bene, ma non per questo si può essere assolti dall’aver implementato una parte gestionale incompleta e buggata, dandoti l’idea di aver a che fare con dei babbuini, con le società che tu puoi anche vincergli campionato-coppa nazionale-cempiosli, ma se tra gli obiettivi ti era stato imposto di portargli il cane a spasso venerdì pomeriggio e te non l’hai fatto, mangi la merda.

Frattanto che le palle cadono, esce la demo sudafricana, la provo, spacca. C’è ancora da lavorare sul feeling con quello che succede nel rettangolo, ma la festosità e il bordello si sentono, i coriandoli piovono, le vuvuzela scassano i timpani, le cioccie ballonzolano, i cappelli improponibili, c’è il clima mondiale. Così ci penso: i coriandoli, la velocità maggiorata, il pubblico gioioso, ma vuoi vedere che … naah; però, sapete che… ma vuoi vedere che qualche chiappone canadese ha rimestato pure lui nell’era del sogno, ha ficcato le falangette nel terreno e ha riscoperto l’anello di congiunzione tra calcio sognato (da un bambino che gioca nel cortile del suo palazzo) e i calcini elettronici?

Ma sì, ma io li mando tutti affanculo fino a ottobre (poi ci ricasco, perché comunque il calcio è  un grande rito che devi rispettar), faccio il fagotto e parto pure io per Lascaux. Come? Il mondiale è in Sud-Africa? Ma allora non c’avete capito una fava :(?

pittura rupestre del calcino preistorico, paleolitico_superiore

La cartuccia è vetusta e i suoi anni li dimostra tutti: ammuffita, restia a partire, ma nulla che una scartavetratina non possa sistemare. Lo cercai per mesi nell’hinterland napoletano, Roberto il Naso ne parlava come del walhalla, le porte enormi, i giocatori vicini, le azioni spettacolari, gli brillavano le narici quando ne parlava. Purtroppo, nel suo infimo negozietto aveva solo una versione per SNES.

Lo trovai a Casavatore, il negoziante me lo vendette a 10000 lire nonostante fosse usato di milionesima mano e senza libretto, ma sticazzi se mi piaceva. Io avevo Fifa 96, all’epoca brand esclusivo SEGA, ma lo accantonai senza remore in favore di ISS-D. Era troppo avanti,  via. Statistiche che avevano ripercussioni tangibili sui giocatori, stato di salute per ogni calciatore (fifa ci è arrivata lo scorso anno), possibilità di fare numeri assurdi per l’epoca, quali palleggi, finte speciali (l’alzata di tacco!), rovesciate, scambi uno-due in velocità, passaggi filtranti (!!!). Io e Dario ci si perdeva per intere domeniche, anche lui Fifaro-Segaro fulminato sulla via di Damasco, che cos’avevo in casa… raggiunsi il nirvana prima di capire cosa fosse. E ora son qui a rigiocarci.

Le prime partite sono tragiche: prendo l’Italia of course (de corsa), ma Coliuto non segna, Carboni è appesantito, Galfano non brilla, “ma come cazzo si fa a segnare!?”. Mi ero scordato che da fuori area fare gol era pressoché impossibile, che se hai un avversario nel raggio di un metro, in qualsiasi posizione esso si trovi, questo riesce sempre a murarti, e che i portieri sono dei fenomeni, eccetto che sui pallonetti, da quelli si fanno uccellare che manco la Selen golden age.

Dell’Italia ancora non son degno (di quell’Italia), allora  ecco che viene l’illuminazione: se devo fare schifo, meglio farlo con una squadra simpatica, e quale se non la Colombia di Higuita e Valderrama può essere la scelta migliore?

Comincio l’International ed è uno spasso. Murillo “el Pibe” è un paracarro dai piedi fatati e il passo felpato, dribla alla velocità incredibile di 1,3 km/h, ma le sue intuizioni circonfulgono il gioco e le punte ratte (puntegane, praticamente) si inseriscono negli spazi creati dal ricciolone. E si torna a sognare. Perdo malamente contro i Pelé, ma è una partita del girone e non mi impedisce di superare il turno. Il cammino degli Stripe-sniffers è inarrestabile e miete vittime illustri: prima è l’Argentina a farne le spese, passata in vantaggio col trascinatore Fuerte, viene annientata dalla fantasia degli amarillos; quindi il Cameroon, una formazione rognosissima dall’incontenibile fisicità adusa a rapidi contropiedi, si arrende al palleggio degli stramboidi sud-americani. La Grecia col suo stoico catenaccio quasi spinge i colombiani fuori dalla competizione, complice anche un’infausta escursione fuori area del René in preda a funari obnubilante, ma l’uno-due nell’injury time ricacciano gli Achei nel Peloponneso. Gli infidi irlandesi, detti “i camaleonti mbriachi” per la sintonia cromatica delle loro casacche col campo, vengono travolti da quattro pere. La finale è con la Germania (intanto mi segno la tera-password) e un po’ mi cago nelle scarpe. Tra le uber, ho affrontato il Brazil e ne sono uscito ciancicato e moribondo, le forti mi hanno fatto soffrire nei secondi tempi, quando incombe il dazio sull’ossigeno consumato nel primo round. La Germania com’è? bo, mai affrontata prima. È dura, arcigna e infallibile sotto porta. Vado subito sotto, Sieke fotte Higuita che nemmeno prova lo scorpione. Ma una folgore sorprende gli ariani nel loro momento migliore e Perez riapre la disputa. Sieke non ci sta, e sospinge a colpi di cranio la tesi della superiorità germanica, Higuita è un figo, ma non vale un cazzo. Il match sembra chiuso, la squadra che è venuta a far da mascotte, per farsi due risate, arriva in finale, ma deve fare i conti con la maggiore efficienza del calcio teutonico. E invece no. El Pibe non è in giornata, ma fa legna e butta nella fornace quel tanto di palle che bastano per pareggiare e, infine, superare i Von Krapfen. Fine dei giochi, Crucchen der merden a casa, la Colombia trionfa.

Se siete arrivati fin qui a leggere, starete pensando che mi sia ammattito o che sia un contaballe, ma voi non avete idea di cosa sia sto gioco. Aveva già tutto, inclusa la spettacolarità nel DNA. Allego all’articolo un filmatino di un gol di Codino Galfano. Voi Pelé mi direte che non è la più spettacolare delle azioni, “appunto!” vi ribatto io, è semplice come l’acqua, mi è venuta senza starci troppo a ragionare e ditemi se non sembra davvero un gol del Roby nazionale.

Il balzello che manda a vuoto il terzino svervegese mi uccide T_T.

Ora son pronto a devastar tutto con gli azzurri, nella speranza che prima o poi qualcuno sappia rievocare lo spirito presente in questo Deluxe e infonderlo in  un nuovo calcino, che di una ventata di novità se ne sente davvero il bisogno (tanto).

[la funari non finisce qui]

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