Il rompiskyrim – parte 2

La complessità di Skyrim è un inganno. Skyrim è liscio, piatto, un artificio. Nell’articolo precedente ho affrontato la questione dell’organizzazione del sapere, in questo, in un certo senso, proseguirò nello stesso discorso, anche se da un punto di vista più “logico/narrativo”.
Le gilde appartengono al passato. Erano un retaggio della cultura barbara dei clan, gruppi utili a custodire arti e mestieri, più che a trasmetterli. La quarta era ha visto la nascita delle accademie. Cos’è cambiato? Nulla, o quasi. Nappina è un magio, – ormai lo sanno tutti – la sua fame di misteri non conosce eguali, chiavi che sbloccano misteri, che sono altri misteri, misteri che risolvono misteri e danno vita ad altri. Quale posto migliore dell’accademia di magia per mitigare questa fame? Il primo impatto è meraviglioso. La struttura antica in pietra, la prova all’ingresso. “Uh, un posto esclusivissimo, mi piace”. “Una fiammata? Molto bene. Io, uh, non sono specializzato in questa scuola di magia. Come? Me lo vendi tu? 30 septim? Benissimo!”. Sì, bisogna ammetterlo, è ridicolo; ma è uno di quei compromessi che si accettano per quieto vivere, come i puzzle tutti uguali: non è un test, è tutti i test [che puoi immaginare]. Sì, insomma, facciamo che sia così. L’impatto è meraviglioso. Ci sono quattro gatti, ma ci sta: l’accademia è solo per i maghi con le palle. Ti mostrano la stanza, poi ti scaraventano in sala lezioni. C’è Gandalf!, ma più cool. “Sarà questo hippie rimasto sotto da Woodstock a tenere lezioni di magia? Ah, annamo bene; poi si sorprendono quando sprofonda mezza Winterhold”. Tutto sommato, la lezione fila bene. I compagni sono dei buffoni baldanzosi, ma senza stoffa. Io non so nemmeno creare uno scudo di magicka, ma sono già il cocco del prof.
La seconda lezione spacca di brutto. Si va a Pompei! Quegli stupidi dei colleghi sono svogliati e annoiati. Io cerco con la consueta brama manufatti, antichità, amuleti, e non ti inciampo nella scoperta del millennio? Eh, fortunello! Poi basta. Sì, le lezioni finiscono, ne so già abbastanza per affrontare il mondo e tutte le avversità che lo popolano. Vabè che sono il grande mago Nappina. Una rapida escalation di eventi e scoperte – frenata solo dal bilanciamento idiota in quel di Labyrinthian – mi spara filato dietro la cattedra di Arcimago. Oh beh, almeno ora tutti mi rispetteranno: “riga dritto!”; almeno avrò accesso illimitato ai libri dell’Arcaneum: “Non toccare!”, “Attento al battipanni!; almeno i maghi di Skyrim mi riconosceranno e mi saluteranno come la massima autorità: “spero tu abbia un motivo valido per aver interrotto il mio consulto!”. Che fregatura.
Allora sarò anche Bardo, perché questi stupidi ignorano che le vie della magia si estendono nella fonologia, la glottologia, nella musica. “Cosa volete che faccia? vi suono i Jethro Tull? Volete TaaB?”, “Recati al tumulo di ansdjanskdn, recupera la canzone perduta “Munaster e Santa Chiara””. Ancora tombe e morti che camminano, ma almeno c’è una canzone di mezzo. E dopo che l’ho recuperata, la si canta alla corte della Jarlessa. Che chiavica. È piaciuta? Oh, bene! Allora sono un bardo! “Quando cominciano le lezioni?”, “Recati al tumulo di ruhaisiasjkgnak, recupera il mandolino di Apicella”😐. “Ma poi mi insegnerete a intrattenere gli avventori nelle taverne, vero?”. No. Dopo aver fatto lo scavatombe per quei fricchettoni, quelli cominciano ad ignorarmi e non c’è verso di scucirgli una lezione di triccheballacche. Che fregatura.
Scosso dall’inadeguatezza di questa riforma scolastica Tamrieliana, decido, da ora in poi, di fare da me. Sarò autodidatta.
Il punto è: mi fai le scuole? Le devi fare a modo, altrimenti sono ridicole. Le lezioni, come le prime due dell’accademia di Winterhold, devono essere di più e devono durare parecchio. Un corso dove insegnino l’ABC della materia. Voglio un avanzamento lento nelle gerarchie, e poi mica è detto che debba essere per forza arcimago/capo_del_mondo? Con il pg ci sono tanti rivali che potrebbero ambire alla posizione. Magari potrebbero scavalcarci nelle preferenze in seguito a una quest fallita, a un esame andato male, o che so. Pace, si proseguirebbe per la propria strada, con J’Zargo a capo di Hogwarts. Ora pensate a mettervi dall’altro lato della cattedra, i risvolti sarebbero clamorosi: una fonte di guadagno per il pg, uno stimolo per plasmare le abilità del compagno di party, un’occasione per accrescere la propria fama di maestro, dare un senso di continuità alla crescita del pg insegnando ai curiosi.
Vabè, ma con chi sto parlando? Sono Bethesda, fanno a modo loro. Sono ambiziosi e cani, un mix letale, che però ispira anche tanta tenerezza. C’è sempre quell’incongruenza alla base, quelle potenzialità inespresse che, se attuate, porterebbero alla nascita di un “GDR non c’è male”.

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