i giochini 2011

Ok, prima i videogame, ché non sono molti:

1. Portal 2;
2. Batman Arkham City;
3. Ico e SoTC – Classics HD;
4. From Dust (non ancora finito);
5. Deus Ex Human Revolution;
6. Skyrim (non ancora finito);
7. Mass Effect 2 (oh, per PS3 è uscito a gennaio);
8. Fight Night Champions.

Due parole sui giochi non recensiti:

Ico e Shadow of the Colossus sono due gioielli, ma sono di una generazione fa. Non c’entra niente, sono classici senza tempo, ok.  Il fatto è che si aspetta come affamati The Last Guardian, ma tutto spinge verso il fallimento dell’intero progetto. Spero di essere smentito, ma Sony ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare e mandare via Ueda è l’ultima stronzata della lista. È inutile dilungarmi sulle mie impressioni riguardo i due giochi, la posizione in classifica parla da sé e poi se n’è scritto dappertutto.

From Dust è adorabile ed è il gioco che ti aspetti quando leggi che Eric Chahi torna in pista su un god game. E cioè non un god game. Puzzle, sandbox, adventure, time-trial, ma di god game nulla, o quasi. Sì, c’è la conquista del territorio, l’edificazione di insediamenti, il controllo sugli indigeni, ma tutto è così essenziale e per nulla finalizzato alla supremazia della tribù, che se proprio god game deve essere, lo è con l’accezione più “larga” del termine.

Skyrim è una fregatura nell’accezione più piena del termine, invece. 130 ore di giocato, essere a metà della storia principale e non aver trovato ancora un elemento convincente. Ho deciso di non scrivere più puntate de “Il rompiskyrim“, perché mi sono rotto io per primo. Superficiale, ignorante, grossolano, brutto. È un milione di punti sopra Oblivion, ma non ci voleva molto. Sta comunque sesto perché quel senso di libertà ti frega sempre e ti stordisce, ma dopo 30 ore già lo metabolizzi e cominci a maledirli, quei cani.

Mass Effect 2 sarebbe supermegastraspiralidoso, 1) se fosse davvero un GDR (visto che lo propinano come tale), 2) se la storia fosse qualcosa di più consistente di “raduna un equipaggio e tuffati nella missione suicida”, 3) avesse una colonna sonora.

Fight Night Champions è bellino, ma non è ancora un gioco di boxe realistico. Non so se l’impasse verrà mai superato, ma, per ora, sono solo pupazzoni che si prendono a cazzotti con una grafica strappamutande e con diecimila animazioni in più rispetto a Knockout Kings 2000 (l’ultimo pugilino giocato, prima di questo), di pugilato c’è ben poco. Caruccia la story mode.

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