inventagioco

Roba di un quarto d’ora, forse anche meno. Facile che non tornino certe cose, che altre siano irrealizzabili, altre ancora terribili. Ma, insomma, erano quindici minuti da buttare e io in idle non so proprio starci.

Tipologia: metroidvania liscio (2D-obviously): fasi platform, fasi action, qualche enigma peso da risolvere in fretta; no-elementi-gdr.

Ambientazione: 2020, in uno studio di programmazione giochi. Il giocatore è un alpha tester pronto a cominciare la fase di debug. L’introduzione sta in una scritta a schermo icastica: “Brian, ora puoi devi eseguire il codice”. Nessuna schermata opzioni, nessuna scelta personaggi, nemmeno una GUI: per cominciare a giocare sarà necessario digitare “run” nella riga di comando. Altri comandi dovrebbero provocare risposte “simpatiche” (nb: demandarne la scrittura a qualcuno simpatico). Nel primo quadro,  Brian (cioè tu) riceve dei messaggi a schermo “dal gioco”: “Tu crederai ch’io abbia creato tutto questo per dilettare il pubblico. Tu penserai che il boss sia una vittima sacrificale per il divertimento di tutti. Ti sbagli! Il mostro al centro del labirinto è vivo. Tutto ciò che esiste qui dentro è per suo volere e diletto. Siamo noi i sacrifici per colmare la sua sete di anime. Io sono il primo caduto: credevo di seguire la mia ispirazione, invece compivo la volontà di un demonio.

Ti ho convocato per distruggere Aeshma Daeva e liberare il mondo dalla sua cupidigia.

PS: non tentare di cestinare il programma, Aeshma mi ha obbligato a modificarne i permessi”.

A spanne.

Il gameplay ricalca quello dei Castlevania classici, con l’introduzione di trovate “meta-“: finti bug da sfruttare per eludere nemici e ostacoli apparentemente insuperabili, minigiochi come la riprogrammazione live di frammenti di codice, ovviamente tutto gestito come un puzzle.

Tutta l’azione deve svolgersi nell’area del tempio/labirinto, tra zone esterne e interne, tutto liberamente visitabile con nemici che respawnano dopo un tot. Non c’entrano una mazzafionda, ma DEVONO esserci gli Shoggoth, sugli altri avversari si può discutere. Poi devono esserci trappole, falle nel pavimento (finti bug) che portano in stanze non adiacenti o in “non luoghi” del codice, con grafica tutta glitchosa (come quando parte la scheda video), zone segrete, stanze zeppe di MOB, ecc.

La lotta finale deve consumarsi nel sancta sanctorum. Lo scontro fisico con Aeshma deve risultare impossibile. L’unico stratagemma possibile dev’essere quello di far crollare tutto il tempio sul demone, sfruttando delle imperfezioni strutturali “del codice”. E quindi enigmi, fasi platform, picchia e ripicchia i tirapiedi, tutto col mostrone enorme, simile più a Yuggoth che a un demone biblico, inattaccabile.

Crollato il tempio, finisce il gioco. Ma il twist è d’obbligo: [messaggio a schermo] “CONGRATULAZIONI!

Hai distrutto il sigillo che confinava il mio padrone nel suo regno. Ora, il mio maestro sta moltiplicandosi nella rete mondiale, affinché tutte le anime del mondo vengano sottomesse al suo potere.

Ah, ovviamente, tu avrai l’onore di essere il primo.” Il quadro si spegne.

Contesto:

Internet 3.0 sfrutta le connessioni neurali.

Aeshma Daeva è un’intelligenza artificiale creata da un gruppo di ricercatori per l’esercito di un paese a caso (progetto Agarthi). Sfuggita al loro controllo, ha vagato per la rete come uno spettro, alla ricerca di uno schiavo che gli permettesse di acquisire potere.

L'”anima” è la loro proiezione digitale nel web. L’insieme dei dati personali, la cronologia delle loro operazioni, relazioni, transazioni, ecc. Aeshma Daeva sfrutta questi dati per creare intelligenze artificiali, che diventeranno suoi sudditi nel piano virtuale (portando alla morte la persona fisica collegata al computer). Alla fine, avrà tanto potere da poter comandare il mondo intero con un esercito di macchine intelligenti.

Il Game Designer viene soggiogato da Aeshma Daeva affinché costruisca un tempio da cui il demone potrà controllare i suoi sudditi. Ma, in un atto di ribellione, con un’enorme forza di volontà, il GD riesce a sigillare il mostro all’interno del suo tempio. Questa mossa gli costa la vita: imprigionato nel tempio con A.D., diventa il suo primo schiavo virtuale.

Informazioni sul progetto Agarthi sono rintracciabili all’interno del gioco.

Ho in mente anche un seguito, ancora più folle e improbabile del primo. Butterò giù l’idea nel prossimo quarto d’ora di cazzeggio libero.

4 pensieri su “inventagioco

    1. no, il progettino è un articolo approfondimento per OR sulla musica “videogiocosa”. Dovrei essere aiutato da Wago. Cioè, io ci sto lavorando, poi, se OR non me lo pubblica, me lo posto sul mio blog asd.😉
      Grazie per il commento😀.

      1. Cool! Seguirò, specialmente se ci sta un qualche approfondimento sui compositori storici. O era più su ‘musica che si ispira ai giochi’ quindi dalle Tigri a disasterPEACE a vari ?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...