Su Mass Effect 3

Che fave i videogiocatori. Gente completamente allo sbando: webzine ormai trasformate in uffici stampa di EA; giocatori ebeti di fronte alle cascate di perfect score, al massimo fanno le pulci per i plot-hole e un finale insoddisfacente. Svegliatevi fuori! Mass Effect è una serie che ha esaurito le cartucce da un pezzo. Questo terzo capitolo è solo il punto d’arrivo inesorabile della via intrapresa dalla fine del primo. ME3 è un disastro da qualsiasi angolazione lo si guardi. A partire dal casting: tra ritorni fan-service e new entry insulse, capatine sfuggevoli (e pleonastiche), la romance superflua, il tratteggio psicologico è lievissimo. Tutto ridotto all’osso: c’è un’emergenza in corso, non bisogna perdersi in chiacchiere. Fallita totalmente la gestione delle relazioni nell’arco della trilogia. Aggiungasi l’introduzione di un antagonista ridicolo: un Raiden con la profondità di un cartonato. Un ninja che fa uso di una tecnologia avanzatissima, ma combatte con la spadina. Ma poi, perché!? Un soldato scelto che finisce sotto l’effige di Cerberus, diventa una tartaruga ninja. Ci ho perso la testa.

Il discorso sulle meccaniche è lampante: “dai, s’è capita che è uno sparacchino, leviamo i minigiochi, liofiliziamo i dialoghi e morta lì”. Scelta apprezzabile da un lato, deludente da un altro. Ok, svolta action puro, ma che palle: orde che arrivano a valanghe, dopo la prima ondata ne arriva un’altra, poi un’altra ancora, in loop. Vi aspettavate cose turche tipo l’inseguimento in “Ombra” / fasi adventure / investigative / riassunto in una parola: varietà? Attaccatevi: siamo in guerra, si spara. Fossero fatte a modo, le sessioni di shooting, uno potrebbe anche farsele piacere. Invece la sequenza è sempre uguale: sbarco, battaglia di tre secondi, cutscene,

interazione (relegata alla pressione di un tasto), cutscene, battaglia, reiterato n volte in un corridoio strettissimo. Rapporto giocato/filmati 1:5 min, noia e prevedibilità ai massimi. Fosse bilanciato ad hoc, si potrebbe anche soprassedere. Invece gestire gli scontri è una pacchia, se si importa il save di ME2. Questo fino alle fasi conclusive, dove le battaglie diventano frustranti, oltre che noiosissime. Insomma, s’è capito, anche come sparatutto le fa girare.
Per le subquest c’è stato lo stesso colpo di cesoia: “la galassia è in guerra, anche le missioni accessorie devono essere funzionali alla quest principale”. In linea teorica, è una scelta che mi convince, quella delle sidequest finalizzate sempre ad ottenere supporto per la battaglia finale. Forse è l’unico lampo di lucidità tra gli autori di GDR di questi ultimi tempi: “certo, fammi fare il messia, ma poi non mandarmi col furgone di Bartolini a giro per la mappa”. Peccato che Sheppard sia costretto comunque a fare il corriere per consegnare vasi Ming(hia) in cambio di battaglioni da guerra. Ignorarle è la via.
Non sulla storia (che vabè), ma sul finale: da come se ne discute, mi sarei aspettato una roba talmente controversa che mi sarebbe dovuta piacere per forza. Manco per niente. Altro che inadeguato, criptico, troppo “alto”: il problema è che è una scoreggia. È la Kojimata più pallosa mai vista – e per superare il maestro devono essersi impegnati parecchio. Tirato per le lunghe, lentissimo, annacquato all’inverosimile, pretenzioso. Non mi sono mai annoiato tanto nel finire un gioco. Noia che non evapora dopo la conclusione: le avete lette le teorie “cospirazioniste”? Peggio degli sceneggiatori scarsi esistono solo i wannabe sceneggiatori del pubblico. No, peggio ancora gli autori che cedono alle pressioni del pubblico per riscrivere il finale. È tutto così grottesco.

Cosa salvo? Beh, è sempre il nipote del primo Mass Effect, quello che ha introdotto a una galassia con le sue culture, i suoi contrasti, la sua politica. Salvo alcuni scenari. Scorci della cittadella (comunque castratissima), la luna di Palaven col pianetone butterato sullo sfondo. Ma è ben poca roba. [3]

Bioware, vai a zappare. EA, muori.

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=yYRsOOsAYZo%5D

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=y2gtwvAn_DU%5D

Licenza Creative Commons
Su Mass Effect 3 by Flavio Del Prete is licensed under a Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 3.0 Unported License.

7 pensieri su “Su Mass Effect 3

  1. La vuoi leggere una cosa fica? Una analisi della strategia di relazioni pubbliche adottata da EA riguardo alla controversia sul finale, fatta da un ex del settore delle pubbliche relazioni.
    http://social.bioware.com/forum/1/topic/355/index/10084349/1

    La chicca è la lettura della tattica in chiave militare di un ex non precisato cosa della milizia americana: http://social.bioware.com/forum/1/topic/355/index/10084349/59#10122930

    Da qualche là in mezzo parte c’è anche un bell’articolo di Forbes a riguardo.

  2. Lo posso dire? Quel thread è palosissimo, però il tizio del militare fa pisciare sotto dal ridere, grande!

    So the best way to achieve this is to organize
    loud protests, organized, and well thought through. Also don’t ever respond
    positively to ANYTHING but your initial demands. Don’t even think about
    responding to “maybe”s or “let’s talk”s. What you want is a
    full surrender; NOTHING else. DON’T stop before they bow down and literally
    talk to you on YOUR terms. YOU are the customers. Use that. This also means:
    DON’T play the game, DON’T buy and DLCs unless they are EXACTLY what you want.
    They will feel the dropping numbers, they have Origin. Many people didn’t like
    Origin, but now it is YOUR weapon. Don’t play and the WILL see that. They do
    have the statistics. The fewer people order anything, the fewer people use
    origin the heavier you are threatening their supply lines.

    Kill their supply lines while holding up the
    pressure and you WILL win this. But DON’T ever give in. YOU have the upper
    hand, DON’T let them take that away from you.

    AHAHAHA

  3. Eurogamer fa il punto sulla situazione “teoria dell’indottrinamento”: http://www.eurogamer.it/articles/2012-03-31-mass-effect-3-analisi-del-finale-indottrinamento-articolo

    Questo è il mio pensiero a riguardo:

    Anche se fosse vero, rimane il fatto che sia di una noia mortale. Ma poi è mai possibile considerare una “raffinatezza narrativa” una roba del genere? SPOILER”Ci sono indizi sparsi per tutto il gioco […] il giocatore attento avrebbe dovuto raccoglierli, il casualone va avanti a sparare come un cretino”, ma se tutto il gioco è cretino, ti impone un modo di giocare cretino, come fai a porre attenzione sui dettagli? È tutta una corsa frenetica verso la battaglia successiva, ogni missione è finalizzata per accrescere l’armata, tutto è così palloso poi che non stimola nemmeno la tua attenzione. Non c’è lo spazio, né il tempo per ragionare, come accade invece – boh – in un Planescape. Alla fine il twist: “il finale non è quello che vedi. Tu, giocatore, sei stato indottrinato dalla noia, dalla routine, sei abituato ad associare il blu al buono e il rosso al cattivo”/”Sei come Shepard: così impegnato a salvare la Terra battaglia dopo battaglia, che non ti accorgi di essere stato indottrinato”. Bravi, volete un applauso? Se la teoria venisse confermata, mi sentirei ancora più infastidito, non per non esserci arrivato (pazienza, tante cose non capisco), ma per la presunzione degli autori: “infinocchiamo tutti con una storia così “alta” che nessuno la capisce, così dimostriamo che i videogiocatori sono capre”. No, le capre siete voi, che avete impacchettato un gears of war vagamente gdr e pretendete di cavarci un “2001: Odissea nello Spazio”. È un tiro mancino, una trollata. Se dall’esperienza di gioco non traspare nulla di ciò che la “teoria dell’indottrinamento” vuole spiegare (e, anzi, fa di tutto per portarmi a pensarla all’opposto, ma questo da Mass Effect 1) , significa che la “scrittura” è una schifezza. È proprio difficile rintracciare livelli narrativi “sottostanti”. Non a caso, alcuni indizi sono stati rintracciati nel paratesto (artbook, file di impostazioni, ecc.), o osservando filmati/fotogrammi estrapolati dal gioco; è proprio difficile coglierli dal testo videoludico. Potrebbe essere anche un esercizio interessante: lo sdoganamento della trollata come tecnica narrativa. Impostare una certa rotta, gettare indizi a pioggia sul fatto che in realtà si stia andando in una direzione diversa, aspettare che questi indizi vengano raccolti dagli “spettatori attivi”, innescare una reazione: “foppa la bindella, che furbacchioni!”.
    La verità è che, alla luce di questo disvelamento, il gioco è ancora più una porcata.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...