Su Until the Quiet Comes, di FlyLo

Until the Quiet Comes è un cambio di rotta. Ma non più di quanto un primo ascolto possa illudere. Il cosmo, il viaggio e l’astrazione sono temi ancora presenti, anche più che in Cosmogramma. Cosa cambia? Il modo. Ora si viaggia da fermi, magari dal letto, con un libro di fiabe.

Mondi, universi, diversi piani della realtà, proiezioni cosmiche. E, in mezzo a questi, avventure spaziali, di quelle che si raccontano ai bambini prima della buonanotte, o sviaggi metafisici nel dormiveglia. Quelle musiche misteriose e perfette, che, ripresa conoscenza, non si ricordano più, presente? Ci sono anche quelle. Tipo la hebdeniana (leggi irresistibile) Putty Boy Strut, o la colata di acquerelli su tela elettronica di Until the Colours Come. Ci sono meno spigoli vivi e un spazio maggiore per l'”acustico”. Thundercat (quello di MmmHmm) ripassa in studio per suonare il basso, poi fa il verso a Robert Wyatt in due canzoni: DMT Song e Only if You Wanna. Due pezzi che sembrano degli Hatfield redivivi, e invece no, sono due negri che si son messi sulla rotta di Canterbury. Scale inusuali, contrappunti, dissonanze e improvvisazione a gogo, il suono pigro dei Matching Mole, vale a dire: prog ≠ muffa. C’è anche il fatto che è un concept, ma per scoprirlo bisogna collegare i puntini. Ne viene fuori un racconto, un’avventura onirica di personaggi surreali. Tra la Badu che fa la strega buona in See Thru You e Thom Yorke nella parte di Grande Puffo. Sorta di Piccolo Nemo nel Mondo dei Sogni.

Da buon artigiano fa tesoro di ogni sessione e non butta via niente: Electric Candyman (ft. Thom Yorke) è un beat riciclato da una session con Burial saltata all’ultimo momento; Hunger era una demo scritta per la colonna sonora di Twilight; idee riprese qua e là da The Golden Age of Apocalypse di Thundercat (prodotto sempre da FlyLo). Sono tutti pezzetti ripresi da un cassetto, passati nel calcolatore, ricombinati per ottenerne un quadro nuovo. Prende forma un’opera uniforme, quasi “piatta”Ma è solo un’illusione. Ogni tassello va ad inserirsi al posto cui sembra essere predestinato. Tutti si incastrano in un puzzle; il collante è quel suono ovattato, profondo, che sembra uscire da un vecchio grammofono, e allo stesso tempo futuribile, fatto di basi hip hop smontate e rimesse in piedi, effluvi di synth e screziature glitchy. In “me Yesterday//Corded” se ne trova un ottimo esempio.

Un album costruito sui sogni, etereo e surreale come un sogno a sua volta, un sogno di un sogno e un invito a non smettere di sognare. Dopo il viaggio “geografico” di Los Angeles, quello “cosmico” di Cosmogramma e quello “cosmo-onirico” di Until the Quiet Comes, di quali altre dimensioni ci mostrerà le meraviglie il Loto Volante?

Il cortometraggio di Kahlil Joseph ha accompagnato il lancio del disco:

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=-pVHC1DXQ7U%5D

Licenza Creative Commons Su Until the Quiet Comes, di FlyLo by Flavio Del Prete is licensed under a Creative Commons Attribuzione – Non opere derivate 3.0 Unported License. Based on a work at https://denigro.wordpress.com/2012/10/05/su-until-the-quiet-comes-di-flylo/.

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