Donkey Kong Country Returns 3D

My Body is Ready!

Donkey_Kong_60

Sì, vabbe’, però Donkey Kong Country Returns 3D è un porting superfluo e nemmeno tanto riuscito sul piano tecnico. Dettagli segati, frame rate dimezzato e conseguente input-lag, tutto nel nome del 3D e della portatilità – che si portano in dote tanto aliasing e un fastidiosissimo cross-talking, assieme a una miniaturizzazione dei personaggi un po’ deprimente. Epperò è pur sempre il platform 2D più bello della scorsa gen, che volete dirgli? Vi esaltate, con quel level design da portare ad esempio nelle aule (di tutte le scuole, non solo di game design) griffato Retro, che è quasi uno spreco vederli sempre alle prese col gorillone e non con un, chessò, un Metroid. Vi sgolate a gridare blasfemie, intanto che morite tentando di raccogliere le lettere o i pezzi dei puzzle. Alla fine piangete, perché ogni mondo completato è un’estasi che nessun altro videogame può farvi provare. È tosto come quei giochi cui non siete più abituati, rammolliti da anni di inerzia sonara. È però anche prodigo di soddisfazioni, perché finalmente ritornate alle sensazioni di aver superato un’ordalia giocando a un videogioco, se mai avete provato sensazioni simili.

DKCR3D è disciplina: vi prende a ceffoni, che fanno male, è rude e vi educa su come i videogiochi devono essere: un percorso di crescita, con prove sempre più difficili: una via di auto-perfezionamento. Ok che i checkpoint e i continue sono lì a salvarvi le chiappe, ma non affidatevici troppo (soprattutto alla easy mode, che aggiunge un cuore e semplifica le cose), se no nei templi come ve la cavate? Questi livelli speciali, infatti, sono l’incubo peggiore del novellino. È vietato sbagliare. Anzitutto, per entrarvi, dovete fare amplein di lettere in ogni livello, e già non è roba per tutti. Una volta dentro, si mette alla prova la vostra abilità di giocatori veri, quelli che di Thunder Force IV ricordano la posizione di ogni nemico. Qualità necessarie al superamento di questi quadri speciali sono tempismo, abilità manuale, memoria e palle d’acciaio. Giunti al goal, vi sentirete come Luke Skywalker dopo l’esplosione della Morte Nera.

Insomma, a fronte delle varie grane, di motivi per giocarci ce ne sono eccome. Ma, preferibilmente, a prezzo budget, usato, o magari su Dolphin in HD con una valanga di filtri per ripulire l’immagine, ché di aliasing si muore.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...