Un gioco di merda dal quale è impossibile staccarsi

Ok. Ci abbiamo giocato abbastanza, più o meno tutti i nintendari sono d’accordo: Mario Kart è tornato ai fasti di un tempo. E il coro unanime si leva a celebrare l’untima incarnazione dell’arcadone di guida più famoso di tutti i tempi. Ma c’è un problema: hanno tutti torto. Mario Kart 8 è un gioco di merda.

Certo, il sistema di guida è stato rivisto e completamente stravolto rispetto alle ultime edizioni. Partiamo appunto da questo. Non si poteva fare lavoro migliore. EAD ha portato tutto su un livello più tecnico, più basato sull’abilità del pilota. La guida restituisce sensazioni di pesantezza del mezzo e richiede una precisione che ormai da troppo tempo era passata in secondo piano. Tutto bello quanto inutile, o quasi. Mi spiego meglio. Logica vuole che migliorare le proprie abilità dovrebbe servire per avere la meglio sui piloti meno bravi. Questo in Mario Kart 8 non avviene mai. Il motivo? Il sistema bonus/malus. Presente sin dal capitolo su SNES, questo sistema aggiunge imprevedibilità alle gare. Accusato in più occasioni di essere la rovina di molti episodi, qui lo è a maggior ragione. Se in Mario Kart Wii la colpa era quella di trasformare le gare in una roulette russa, dove l’aleatorietà regnava sovrana, qui l’accusa è ben più grave: l’aver rovinato un gioco di guida potenzialmente splendido. Tanto per cominciare, le bastard sono eccessivamente punitive. Un guscio blu, oltre a fermare – sempre e solo quando si è in testa –  scippa le monete – che servono per aumentare la velocità di punta – e priva dell’oggetto che ci si porta dietro. Un fulmine rallenta, rende vulnerabili, toglie le monete. Per tacere poi delle volte che si viene bersagliati da gusci rossi – una, due, tre, anche quattro volte in fila – che comporta la retrocessione matematica in ultima posizione. E qui si evince l’altra faccia del disastro: i bonus sono praticamente ininfluenti. Dopo esser stati colpiti da gusci o altre amenità, risulta impossibile rimontare, sia con l’aiuto dei funghi, che senza. Una volta finiti in coda al gruppo, la gara può dirsi tranquillamente conclusa. Allo sbilanciamento dei bonus si aggiunge anche la loro ridicola distribuzione. Chi si trova in testa, si scordi pure di poter usufruire di un guscio per schermarsi dagli attacchi degli avversari. Anche una banana è mera utopia. Siete abituati a fare gara di testa? Disabituatevi, perché la tattica non paga. I regali più frequenti che si ricevono in prima posizione sono le monete, anche quando si è raggiunto il cap di 10. E non date ascolto a chi vi dice che il guscio blu non è poi così frequente. È molto peggio: è una certezza. Anche più volte a gara. Hai voglia poi a pregare di beccare un “clacson” – l’unico antidoto al temibile guscio blu – fa prima l’Inter a vedersi assegnare un rigore.

C’è poi l’online: un’altra croce. Il lag onnipresente, le disconnessioni continue, la primitività del Nintendo network non fanno che esacerbare l’inadeguatezza di Nintendo ai tempi che corrono.

La soluzione parrebbe semplice: smettere di giocarci. Oh bravo, e chi ci riesce? Nonostante Mario Kart 8 sia afflitto da problemi scandalosi, rimane divertente in una maniera quasi perversa. Lo si odia, ma non si riesce a spegnere. Nintendomerda maledetta.

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