Family Sharing e coppie di fatto sul Live

Ufficialmente è una feature per condividere i giochi con la propria famiglia, in realtà è un sotterfugio per risparmiare sugli acquisti. Microsoft chiude un occhio sulla questione, forse perché, nella situazione attuale, le fa anche comodo. Ma come funziona esattamente il Family Sharing? È semplice: basta trovarsi qualcuno disposto ad “intrecciare” un profilo con il proprio e fare “coppia fissa”. A questo punto, la politica degli acquisti la decide ogni gruppo. La più semplice: comprare un gioco a testa. Comodo, economico, “solidale”.

È una cosa voluta da MS? Certo, ma forse non in questa maniera. È ipotizzabile che un utilizzo “anomalo” del servizio possa essere sanzionato – anche se non è ancora chiaro in che modo. La faccenda è più delicata di quanto possa sembrare: se da un punto di vista giuridico può essere semplice andare ad individuare chi imbroglia il sistema del family sharing, da un punto di vista “sociologico” lo è di meno. Il punto cruciale della questione è capire cosa si intende per “famiglia”. Ok, in termini di legge, sappiamo tutti cosa vuol dire. Copincollo da wiki:

L’art. 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo afferma:

  1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razzacittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.
  2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
  3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea prevede:

  • Art. 7 – Rispetto della vita privata e della vita familiare
Ogni individuo ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e delle sue comunicazioni.
  • Art. 9 – Diritto di sposarsi e di costituire una famiglia
Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio.
  • Art. 33 – Vita familiare e vita professionale
È garantita la protezione della famiglia sul piano giuridico, economico e sociale.
Al fine di poter conciliare vita familiare e vita professionale, ogni individuo ha il diritto di essere tutelato contro il licenziamento per un motivo legato alla maternità e il diritto a un congedo di maternità retribuito e a un congedo parentale dopo la nascita o l’adozione di un figlio.

In sintesi: la famiglia è un tipo di società. Più esattamente, è la sua “minima unità funzionale”, attraverso la quale la società che la comprende può riprodurre se stessa, da un punto di vista biologico e socio-culturale. Un nucleo familiare si forma per mutua convenienza dei propri membri.

Per Peter Laslett ne esistevano di cinque tipi:

  • Nucleare è una famiglia formata da una sola unità coniugale;
  • Estesa è una famiglia formata da una sola unità coniugale e uno o più parenti conviventi;
  • Multipla è una famiglia formata da due o più unità coniugali;
  • Senza struttura coniugale è una famiglia priva di un’unità coniugale;
  • Solitario è una famiglia formata da una sola persona.

(Fonte wiki)

Semplificando e desacralizzando un po’ il concetto, si può dire che non esistono limitazioni di:

  • numero di membri;
  • razza;
  • religione;
  • cittadinanza;
  • e io ci aggiungerei anche sesso e “obiettivi”.

Lo stesso passaggio dell’intreccio degli account delle due Xbox ha l’aspetto di un vero rito matrimoniale che si celebra nel cyberspazio. Se non è una famiglia, ci va molto vicino. Con quale diritto, quindi, si dovrebbe bloccare l’utilizzo per quella che, in un senso del tutto inedito, è una famiglia?

Microsoft non è nuova a questo tipo di situazioni, i cui risvolti sociologici vanno ben oltre le intenzioni iniziali. Succede quando si creano strumenti di aggregazione imponenti come lo è stato il Live, la piattaforma che ha centralizzato il gioco online e tutti i servizi corollari. Il Live è stato senza dubbio una delle invenzioni più importanti della storia dei videogiochi non solo per l’impulso fornito allo sviluppo del videogaming online su console, ma anche per aver creato un habitat in cui una comunità di videogiocatori è cresciuta. Nella rete sorgono squadre, clan, tribù a tutti gli effetti, all’interno delle quali si solidarizza, ci si difende, si organizzano strategie di gioco e finanche attività extravideoludiche. Non si contano le amicizie nate sul live e proseguite fuori, a testimonianza di un “potenziale sociale” superiore persino a quello di Facebook.

Il Family Sharing è solo l’ultimo step di un percorso iniziato anni fa dalla casa di Redmond, forse inconsapevolmente. Se Nintendo ha portato i videogame nei salotti di tutto il mondo, Microsoft questi salotti li ha collegati, con esiti che meriterebbero l’attenzione dei sociologi e di studiosi dei nuovi media.

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