Aisha Devi – Of Matter and Spirit

E se fosse questo il suono del futuro? C’è un’entità che sta emergendo dall’hinterland dell’elettronica, dalle parti del post-dubstep o giù di lì. È figlia di Kuedo e unisce Fatima Al Qadiri, Gazelle Twin, Amnesia Scanner e Aisha Devi. Si può quasi parlare di scena, ma bisogna sbrigarsi a tracciarne i contorni, ché di questi tempi non durano granché.

Aisha Devi, musicista elettronica, performer vocale, svizzera di origini nepalesi. Pressoché sconosciuta prima del suo disco d’esordio. “Of Matter and Spirit”, caratteri bianchi su gradiente blu/viola, un neon che taglia in due il cielo notturno su Dump City. Ora, dovete sapere che il primo approccio con questo tipo di lavori è sempre traumatico. Se con Asiatisch valeva l’analogia del mangiare pesce crudo per la prima volta, con quest’album dovete moltiplicare la sensazione per due. Tanto forte è il suo potere evocativo che non deve stupire se la prima reazione sarà di totale rigetto. Bisogna avere pazienza e avvicinarsi con la giusta chiave di lettura. Caratteristica di questa musica è di riempire gli spazi e gli ambienti, ridefinendone la percezione. Una sorta di ambient music che non abiura il ritmo.

Così è “Of Matter and Spirit”: un sottofondo pulsante, straniante, che potrebbe andare avanti per giornate intere. Il mondo che tratteggia ce lo siamo fottuto con le nostre mani. È un continuum di suburbi mezzi sprofondati nella palta e scheletri di palazzi trasformati in templi. Tuttavia, il significato del disco è meno banale di così. Aisha Devi riesce a cogliere e dare vita all’elemento più significativo del cyberpunk: l’umanità, nei suoi aspetti e nei suoi riti, che sopravvive al nichilismo delle nuove tecnologie. Al di fuori della matrice, c’è una spiritualità che si risveglia e si proietta sull’illusione collettiva del cyberspazio.

Si prenda Aurat come campione. La voce di Aisha è quella di una sacerdotessa quando intona una preghiera (o qualcosa che le somiglia) su un sottofondo asettico e glaciale. Il canto che conclude il brano è il momento più commovente dell’intero album.

L’alchimia che si realizza nel contrasto tra l’attualità soffocante del post-umanesimo e la trascendentalità ipnotica dei riti vedici è ciò che rende speciale questo disco. “Of Matter and Spirit” è allo stesso tempo una colonna sonora per un ideale film di fantascienza e un processo di crescita spirituale.

 

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